“Malen è Ronaldo?” Il fotomontaggio impazza dopo Torino-Roma: perché a Trigoria ora si rischia davvero

Dopo lo 0-2 di Torino e un debutto che ha acceso la partita, sui social gira un’immagine: Malen con la maglia della Roma, scritta “Ronaldo” e numero 9. È ovviamente un paragone enorme, ma racconta qualcosa di vero su cosa mancava alla Roma

Jacopo Mandò -
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Malen
Malen “cambia” maglia: il fotomontaggio con la scritta “Ronaldo” impazza sui social – Romaforever.it

È bastata una partita — e soprattutto un modo di stare in campo — per far partire la macchina più veloce del calcio moderno: i social. Dopo Torino-Roma 0-2, con Malen subito dentro la gara, qualcuno ha pubblicato un fotomontaggio tanto esagerato quanto perfetto per l’algoritmo: Malen “Ronaldo”, numero 9, scritta sulla schiena. Un meme, certo. Ma i meme non nascono a caso: nascono quando un giocatore dà un’impressione precisa, anche solo per 60 minuti.

Perché il paragone fa ridere (ma non nasce dal nulla)

Paragonare chiunque a Ronaldo il Fenomeno è ingiusto e irreale, punto. Però il senso del fotomontaggio non è “Malen è R9”: è Malen fa cose che alla Roma non vedevamo da un po’”.
Il primo segnale è visivo: strappo, protezione palla, attacco della profondità, e quella capacità di trasformare una giocata normale in un’azione che costringe la difesa a correre all’indietro. È il tipo di calcio che, in Serie A, cambia l’umore di una squadra: perché se hai qualcuno che accende la transizione, anche gli altri giocano più liberi.

Il vero rischio: l’hype che divora (e il vero lavoro: farlo rendere)

Ed è qui che il meme diventa utile, se lo leggi bene. Gasperini lo aveva già detto in conferenza: Malen è un giocatore importante, con caratteristiche giuste, ma avrà bisogno di tempo per inserirsi e giocare con continuità.
Quindi sì, il fotomontaggio fa sorridere. Ma la Roma deve trasformare quell’entusiasmo in qualcosa di concreto: meccanismi, compiti chiari, minuti gestiti bene. Perché il problema non è che i romanisti si esaltino — quello è normale — il problema è quando l’esaltazione diventa aspettativa, e ogni partita senza gol diventa un processo.

La lettura “Roma”: cosa ha fatto davvero Malen a Torino

Lo 0-2 è una vittoria pesante anche per una ragione psicologica: era la rivincita immediata dopo l’eliminazione in Coppa. E Malen, al debutto, ha dato esattamente ciò che un nuovo attaccante deve dare nella prima uscita: presenza, intensità, e la sensazione che davanti, finalmente, ci sia un’uscita d’emergenza credibile quando la partita si sporca.
Non serve chiamarlo Ronaldo. Basta una cosa: che diventi Malen, ma dentro una Roma che sa come usarlo.