Il 2026 della Roma parte subito in salita, ma è una salita “giusta”: tante partite, tanti incroci pesanti, e la possibilità di trasformare un mese in un manifesto. Gasperini lo sa: gennaio non è solo un periodo di risultati, è un banco di prova di identità. Anche perché in Europa League l’obiettivo è chiaro: restare nelle prime otto per evitare lo scoglio dei playoff e gestire meglio energie e rotazioni.
Tre competizioni, un solo filo: tenere il ritmo
Campionato, Coppa Italia, Europa League: per un mese la Roma vivrà di dettagli, recuperi e scelte. Non basterà “reggere” le partite, servirà guidarle, anche quando le gambe pesano. È qui che conta la profondità della rosa: non per far rifiatare i titolari, ma per non cambiare pelle quando si cambia uomo.
Europa League, prima lo Stoccarda poi l’ultima notte col Panathinaikos
Nel percorso europeo il calendario mette davanti due ostacoli che non permettono calcoli. Prima lo Stoccarda (22 gennaio), poi l’ultima gara della League Phase 29 gennaio alle 21:00 contro il Panathinaikos. E proprio Rafa Benitez, oggi alla guida dei greci, ha già alzato il livello dell’attenzione: “Sarà difficilissima… loro stanno facendo molto bene, noi siamo in una fase di transizione, ma saremo pronti a competere”.
Messaggio semplice: non aspettarsi una partita comoda. Messaggio utile: per chiudere tra le prime otto serve mentalità, non solo qualità.
La chiave di Gasperini: non disperdere punti, non disperdere energie
Il rischio di gennaio è doppio: perdere terreno in campionato e consumare energie in Europa. La Roma dovrà essere pratica, “da grande”, capace di vincere anche senza brillantezza. Perché il mese che inizia adesso non regala pause: o ti costruisce, o ti scopre.