Un racconto intenso, tra paura, gratitudine e voglia di ricominciare. Edoardo Bove è stato ospite di Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin, per ripercorrere il drammatico arresto cardiaco che lo ha colpito il 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter. L’ex centrocampista della Roma, oggi al Watford, ha parlato dei momenti successivi al malore, della sua nuova vita e delle persone che gli sono rimaste accanto. Tra queste anche il tennista Flavio Cobolli, protagonista di un videomessaggio dedicato all’amico.
Bove racconta il malore: «Mi sono svegliato in ospedale, pensavo a un incidente»
È il 1° dicembre 2024 quando Edoardo Bove si accascia improvvisamente sul terreno di gioco dello stadio Franchi durante Fiorentina-Inter. Il calciatore viene immediatamente soccorso e trasportato in ospedale. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente.
A Verissimo, Bove ha raccontato gli ultimi istanti che riesce a ricordare prima di perdere conoscenza:
«Mi ricordo che mi girava un pochino la testa e poi mi sono svegliato in ospedale, pensavo di aver avuto un incidente».
Il centrocampista ha spiegato di aver voluto ricostruire immediatamente quanto accaduto, anche attraverso le immagini televisive della partita.
«Ho voluto subito vedere le immagini di cosa era successo perché volevo capire. All’inizio mi dava molto fastidio guardare il video della mia caduta».
L’arresto cardiaco e il defibrillatore: «È un salvavita»
Bove ha parlato anche dell’emergenza medica affrontata quel giorno, sottolineando l’importanza dell’intervento dei soccorritori.
«Ho avuto un arresto cardiaco che è stato definito come una torsione di punta. C’è stato un lavoro incredibile da parte dell’ambulanza che mi ha soccorso».
Oggi il calciatore vive con un defibrillatore cardiaco sottocutaneo, impiantato dopo il ricovero. Un dispositivo pensato per intervenire in presenza di determinate aritmie potenzialmente pericolose.
«È un salvavita se il mio cuore dovesse fare qualche altro scherzetto».
La presenza del dispositivo ha avuto conseguenze anche sulla sua carriera sportiva. Dopo il lungo percorso di recupero, Bove ha trovato una nuova opportunità in Inghilterra, firmando con il Watford, club della Championship.
Il videomessaggio di Flavio Cobolli e l’amicizia nata nella Roma
Tra i momenti personali dell’intervista c’è stato anche un videomessaggio di Flavio Cobolli, tennista e grande amico di Bove. Un legame che affonda le proprie radici nelle giovanili della Roma, quando entrambi coltivavano la passione sia per il calcio sia per il tennis.
Le loro strade sportive si sono separate dopo una scelta importante: Bove ha continuato con il pallone, mentre Cobolli ha deciso di dedicarsi al tennis. I due, però, hanno mantenuto un rapporto molto stretto, seguendosi e sostenendosi anche nelle rispettive carriere.
Proprio al Festival dello Sport di Trento, nell’ottobre 2026, Bove aveva raccontato quanto fosse stato importante osservare l’amico raggiungere i propri obiettivi durante il suo periodo di recupero. Vedere Cobolli inseguire e realizzare i propri sogni gli aveva trasmesso la forza per continuare a credere nei suoi.
Un’amicizia speciale, nata sui campi del settore giovanile giallorosso e proseguita anche quando le loro vite professionali hanno preso direzioni differenti.
L’amore per Martina Durham: «È stata la mia forza»
Nel racconto di Edoardo Bove c’è stato spazio anche per la fidanzata Martina Durham, al suo fianco da quasi nove anni. Il calciatore le ha dedicato parole di profonda riconoscenza, ricordando quanto sia stata importante nei momenti più complicati.
«È stata la mia forza in questi 15 mesi, lei c’è sempre. Non so come ringraziarla. È una presenza costante e mi conosce meglio di me stesso. Sono fiero di quello che stiamo creando insieme e spero di passare più tempo possibile della mia vita con lei».
Una dichiarazione che racconta il ruolo fondamentale degli affetti nella vita del centrocampista, costretto ad affrontare un percorso molto diverso da quello che aveva immaginato prima del malore.
La rinascita di Bove diventa un film: «In un battito» al cinema
La storia dell’ex romanista sarà raccontata anche nel docufilm «In un battito», in programma nelle sale cinematografiche dal 16 al 18 novembre 2026. Un progetto dedicato al percorso di riabilitazione e al ritorno al calcio dopo l’arresto cardiaco.
Per Bove, cresciuto nel vivaio della Roma e arrivato fino alla prima squadra giallorossa, il calcio continua a rappresentare una parte fondamentale della propria identità. L’esperienza vissuta nel dicembre 2024 ha cambiato il suo percorso, ma non il desiderio di continuare a inseguire i propri obiettivi.
Dal sostegno di Martina all’amicizia con Cobolli, fino alla nuova esperienza al Watford: il racconto di Edoardo Bove a Verissimo è soprattutto la testimonianza di una ripartenza, costruita grazie alle cure ricevute, alla determinazione personale e alla vicinanza delle persone più importanti della sua vita.