Il ritorno allo Stadio Olimpico, gli applausi dei tifosi e una sconfitta che non cancella i segnali positivi. Daniele De Rossi ha vissuto un’altra serata particolare nella sua Roma, questa volta sulla panchina del Genoa, battuto 2-0 dalla formazione di Gian Piero Gasperini. Al termine della partita, l’ex capitano giallorosso ha parlato del legame con la Capitale e della responsabilità che oggi sente nei confronti del club rossoblù.
De Rossi: “La Roma è un pezzo della mia vita”
Il tecnico ha raccontato le emozioni provate tornando nello stadio che lo ha accompagnato per gran parte della carriera.
«Passa il tempo e ti abitui a gestire le emozioni che restano sempre le stesse. Mi fa piacere rivedere un pezzo della mia vita».
Poi un messaggio sul presente e sul rapporto con la sua ex squadra.
«A Genova, però, c’è un popolo che dipende da me e io non posso dare un centimetro in meno. Contro il Real ho tifato per Gasperini, ma finché saremo separati io e la Roma dovremo vivere così».
“Il capolavoro di Castro ci ha tolto qualche certezza”
Passando all’analisi della partita, De Rossi ha riconosciuto la superiorità della formazione giallorossa, sottolineando comunque i progressi del Genoa.
«La Roma è più forte e lo sapevamo. Abbiamo fatto una partita equilibrata fino al capolavoro di Castro che ci ha tolto qualche certezza. Siamo rimasti in partita e di questo sono contento».
Il tecnico ha poi evidenziato la continuità di atteggiamento mostrata dopo il successo contro la Fiorentina, soffermandosi anche sul giovane Samuel Wiafe, classe 2008.
«All’inizio non l’ho considerato. È arrivato un po’ per caso, ma ci ha colpito subito. Ci siamo accorti che sa giocare, sotto pressione, non ha paura di nessuno, ne sentirete parlare».
La serata dell’Olimpico ha regalato anche l’esordio in Serie A di Robinho Junior, figlio dell’ex attaccante di Milan e Real Madrid, entrato nel finale al posto di Stephan El Shaarawy.