Roma-Real Madrid, cosa salvare e cosa no: Gasperini domina per 80 minuti, poi il crollo. I segnali per il futuro

La Roma esce sconfitta 4-3 dall’Olimpico dopo aver messo in difficoltà il Real Madrid per gran parte della partita. Dall’attacco trascinato da Malen agli errori sui calci piazzati: cosa ha funzionato e cosa deve cambiare

Jacopo Mandò -
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Roma-Real Madrid 3-4: ecco cosa non è andato del match contro i Blancos – Romaforever.it

Una prestazione da grande squadra, seguita da un crollo difficile da spiegare. La Roma di Gian Piero Gasperini esce dalla sfida contro il Real Madrid con una sconfitta per 4-3, maturata dopo aver condotto 3-1 fino all’83’. I giallorossi hanno mostrato qualità, aggressività e personalità, salvo poi incassare tre reti in pochi minuti. Un risultato che lascia inevitabilmente amarezza, ma anche indicazioni importanti sul percorso di crescita della squadra.

Roma, cosa ha funzionato: pressing, qualità e un Malen decisivo

Per oltre ottanta minuti, la Roma ha saputo mettere in difficoltà una delle squadre più attrezzate d’Europa. Il pressing organizzato da Gasperini ha complicato la costruzione del Real Madrid, costretto più volte a perdere palloni pericolosi nella propria metà campo.

Il vantaggio di de Roon e soprattutto la doppietta di Malen hanno premiato una squadra capace di creare occasioni con continuità. Decisivi anche Soulé, autore di due assist, e Rodrigo Mora, entrato con personalità e protagonista del passaggio vincente per il primo gol dell’olandese.

La Roma ha dimostrato di poter competere anche contro avversari tecnicamente superiori, imponendo il proprio gioco senza rinunciare all’aggressività offensiva.

Roma, cosa non ha funzionato: calci d’angolo e gestione del vantaggio

Il problema principale è emerso negli ultimi minuti. Tra l’84’ e il 90′, Espí, Endrick e Rüdiger hanno ribaltato la partita sfruttando tre calci d’angolo. Una sequenza che ha evidenziato difficoltà nelle marcature, scarsa reattività e un preoccupante calo di attenzione.

La squadra è apparsa incapace di reagire dopo il primo gol subito, mostrando una fragilità mentale che Gasperini ha riconosciuto nel postpartita.

«Tre gol uguali, ci siamo piantati. Eravamo delle sagome», ha dichiarato il tecnico in conferenza stampa.

Anche gli infortuni di Koné e Dybala, insieme alle sostituzioni obbligate in difesa, hanno complicato la gestione della gara. Ma il crollo sui piazzati resta un problema da risolvere.

La Roma riparte dunque da una certezza e da una necessità: il gioco espresso può metterla nelle condizioni di competere ad alto livello, ma per trasformare le prestazioni in vittorie serviranno maggiore concentrazione e solidità nei momenti decisivi.