Il futuro sportivo della famiglia Friedkin parla sempre più italiano. La Roma rappresenta infatti il fulcro nevralgico degli interessi della holding texana, allontanando in modo categorico qualsiasi ombra di un possibile disimpegno nella Capitale. A dimostrazione di questa incrollabile e ferma volontà ci sono sia il miliardo di euro abbondante già immesso nelle casse romaniste sin dal momento dell’insediamento, sia il faraonico progetto per il nuovo impianto di Pietralata, un’opera urbanistica che richiederà un esborso complessivo stimato in circa 1,3 miliardi di euro.
Proprio per tutelare e blindare le ambizioni europee dei giallorossi, i magnati statunitensi avrebbero deciso di fare un passo indietro Oltremanica. Come svelato sulle colonne de Il Messaggero, la proprietà americana ha infatti messo sul mercato l’Everton, club rilevato soltanto nel 2024 prelevando il 94,1% delle quote da Farhad Moshiri per una cifra vicina ai 400 milioni. Alla base della scelta ci sarebbe l’urgenza di rispettare i rigidi paletti imposti dalla UEFA in materia di multiproprietà, scongiurando il rischio di sovrapposizioni istituzionali qualora entrambe le formazioni dovessero disputare le stesse competizioni continentali.

Friedkin-Everton: che plusvalenza per i texani
Oltre all’aspetto prettamente regolamentare, la manovra nasconde un’evidente e redditizia opportunità finanziaria. Sebbene non vi siano ancora scadenze temporali stringenti o valutazioni diramate ufficialmente, si ipotizza una cessione per un valore attorno agli 800 milioni di sterline, somma che ingloberebbe fisiologicamente i 380 milioni di passivo del club inglese. Lasciare il Merseyside oggi significherebbe capitalizzare il virtuoso lavoro svolto in questi anni: sotto la gestione texana, l’Everton ha ultimato la costruzione dello stadio e ha chiuso il bilancio 2024/25 con ricavi record per 196,7 milioni, abbattendo le perdite a 8,6 milioni.