Un gesto spontaneo, diventato virale in poche ore, capace di riportare il calcio alla sua essenza più autentica. Intervenuto ai microfoni di Rai Sport dopo la sfida tra Italia e Turchia, Riccardo Calafiori è tornato sull’episodio che lo ha visto protagonista al termine del match contro il Belgio, quando ha regalato la sua tuta della Nazionale a un giovanissimo tifoso. Lasciando da parte le sterili polemiche social, il difensore ha posto l’accento sulla gioia incontenibile del bambino. Un’emozione travolgente in cui il centrale azzurro si è immediatamente specchiato, ricordando i tempi non lontani in cui era lui a impazzire per un cimelio di Osvaldo o Lamela. Un inno alla purezza dei più piccoli, un’energia genuina da custodire e tenersi stretta.
Le parole di Calafiori
Tornando sull’immagine diventata virale al termine della sfida contro il Belgio, quando la scelta di regalare la sua tuta a un giovane tifoso ha scatenato milioni di visualizzazioni ma anche qualche immancabile polemica social, il difensore azzurro ha preferito spostare l’attenzione sull’aspetto più genuino dell’episodio.

«In quel video mi soffermerei più sulla gioia del bambino: è una cosa difficile da spiegare. Come ho detto in quel commento a cui vi riferite, mi sembra passato un anno e mezzo o due da quando ero così e facevo il matto per Osvaldo o Lamela se mi davano una maglietta. È un’emozione indescrivibile. Rivedendo il video mi sono accorto ancora di più di quanto fosse felice: queste sono le anime pure che ci sono nel mondo, bisogna tenersi strette e coltivare persone così.»