Il rimpianto resta, perché andare all’intervallo sul 2-0 contro l’Inter e non vincere lascia inevitabilmente qualcosa. Ma il giorno dopo Roma-Inter consegna a Gian Piero Gasperini soprattutto una certezza: i giallorossi possono competere ad alto livello. La Roma ha chiuso la quinta giornata a 13 punti, in testa insieme a Inter e Lazio, con 14 gol segnati e appena 3 subiti.
Roma, i numeri sono da vertice
Contro quella che Gasperini aveva indicato alla vigilia come la squadra più avanti del campionato, la Roma ha giocato alla pari. Anzi, nel primo tempo l’ha messa seriamente in difficoltà: doppietta di Manu Koné, 2-0 e un Olimpico trascinato da una squadra aggressiva e verticale. Nella ripresa è arrivata la risposta dell’Inter con Lautaro Martínez, autore dei due gol del pareggio.
Anche i numeri complessivi dell’avvio raccontano la crescita. I giallorossi hanno il secondo miglior attacco della Serie A con 14 reti, dietro alle 15 dell’Inter, e una delle migliori difese con soli 3 gol incassati.
Gasperini, nel post partita, ha sintetizzato così il significato della serata: «È una partita che ci deve dare soddisfazione e consapevolezza».
Gasperini ora aspetta i nuovi
Il prossimo passo sarà allargare ulteriormente le rotazioni. Santiago Castro, Rodrigo Mora, Marten de Roon e Koulierakis rappresentano risorse che il tecnico dovrà inserire sempre più stabilmente, soprattutto con un calendario destinato a intensificarsi tra Serie A e Champions League.
La base, però, esiste già. Svilar dà sicurezza dietro, Malen ha iniziato il campionato con 6 gol e Dybala resta il riferimento tecnico della squadra.
E c’è anche un dato storico. Roma e Lazio non erano contemporaneamente al comando dopo cinque giornate dal 1972-73. Allora, insieme alle due romane, c’erano proprio Inter e Milan.
È ancora settembre e Gasperini stesso ha rimandato qualsiasi discorso scudetto a dopo le prime 20 partite. Ma il 2-2 con l’Inter ha aggiunto qualcosa che va oltre la classifica: la sensazione, supportata dal campo, che questa Roma possa stare stabilmente lassù.