José Mourinho non è un uomo incline alla nostalgia, ma il suo legame con la piazza giallorossa resta un capitolo incancellabile. Nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Real Madrid, lo Special One ha ripercorso le tappe della sua straordinaria carriera europea. Pur distaccandosi con eleganza dai trionfi del Real Madrid successivi al suo addio – attribuendone i giusti meriti a colleghi come Zidane e Ancelotti – l’allenatore portoghese ha riservato parole al miele per le panchine che gli sono rimaste davvero nel cuore.
Tra queste, spicca in modo inequivocabile la Roma. Mourinho ha ammesso apertamente di provare ancora un affetto speciale per i colori capitolini, augurandosi sempre il meglio per il futuro del club. Una confessione sincera, a dimostrazione di come l’amore per la Lupa non si sia mai del tutto spento.
Le dichiarazioni di Mourinho
A chi gli chiedeva come avesse vissuto questi tredici anni di lontananza dal Real Madrid e dai continui trionfi europei dei Blancos, il tecnico portoghese ha risposto con la consueta schiettezza.

“Non sono uno che recrimina o che sente la mancanza. Sono uscito dal Portogallo vent’anni fa e sono tornato solo per qualche mese l’anno scorso. Non sono una persona che vive di nostalgia. Non penso a ciò che lascio indietro. Dopo ogni titolo del Madrid arrivava la chiamata del presidente. Ho sempre risposto: “No, non ha nulla a che vedere con me”. Mi fa piacere che il mio lavoro abbia lasciato cose positive, ma quei titoli sono di Carlo, di Zidane, dei giocatori, della gente, di una squadra che ho sempre seguito con affetto. Se mi chiedi se provo qualcosa per la Roma, l’Inter, il Chelsea… sì, provo qualcosa. Voglio sempre che vadano bene. Non parlo del Benfica perché lì c’è qualcosa in più rispetto a queste squadre.”