Nuovo capitolo nella vicenda Rodrigo Mora. Il trequartista seguito dalla Roma è rimasto in panchina per tutta la vittoria del Porto sul campo del Rio Ave, terminata 2-0. Una scelta diventata ancora più significativa dopo le dichiarazioni del suo avvocato Luís Miguel Henrique e la dura risposta di Francesco Farioli.
Mora, Farioli risponde all’avvocato
Intervenuto a CMTV, Henrique aveva descritto un giocatore in difficoltà: «Il Rodrigo che ho incontrato era triste e stava soffrendo. Vuole lottare per il posto, ma vuole anche giocare. Ha capito di essere la terza scelta di Farioli».
Dopo la partita, l’allenatore del Porto ha replicato in conferenza stampa: «Non ha mai parlato con me, quindi non può sapere se Rodrigo sia la prima, la seconda o la terza scelta. Onestamente, tutto questo non aiuta nessuno». Farioli ha poi rivendicato la gestione tecnica: «Sono pagato per prendere decisioni e guidare la squadra. Il collettivo è la priorità e non c’è nulla di più grande del Porto».
Roma-Mora, resta il nodo della formula
La panchina di Mora aumenta il rumore intorno a una trattativa già delicata. La Roma avrebbe raggiunto un’intesa con il classe 2007, ma resta distante dal Porto sulle condizioni economiche dell’operazione, valutata complessivamente intorno ai 50 milioni di euro.
Il club portoghese vorrebbe un prestito accompagnato da un obbligo di riscatto facilmente attivabile. I giallorossi preferirebbero invece condizioni più selettive, legate al rendimento del giocatore e ai risultati stagionali. Il dossier resta aperto, mentre Jorge Mendes continua a lavorare per avvicinare le parti. Mora non ha ancora rotto con il Porto, ma i 90 minuti trascorsi in panchina alimentano uno scenario sempre più teso.