Un’ipotesi decisamente suggestiva ha recentemente animato i corridoi del centro sportivo Trigoria: il potenziale ritorno nella Città Eterna di Mohamed Salah. A quasi dieci anni dal suo trasferimento in Inghilterra, i rappresentanti della stella egiziana avrebbero infatti sondato il terreno con la dirigenza romanista per valutare la fattibilità di un clamoroso ricongiungimento.
Avendo concluso il suo storico e vincente capitolo con il Liverpool per fine contratto, l’attaccante si trova oggi svincolato e di conseguenza, alla ricerca di una nuova squadra. In questa fase cruciale, il giocatore sta esaminando le diverse opportunità offerte dal mercato per scegliere la destinazione ideale in cui proseguire il proprio cammino sportivo.
Il veto categorico della società
Nonostante il fascino innegabile dell’operazione, secondo quanto riportato da Il Romanista, la proprietà giallorossa ha risposto con un fermo passo indietro. Il club ha comunicato agli intermediari del fuoriclasse l’impossibilità di intavolare qualsiasi tipo di discussione. Il diniego della società, per quanto espresso con le dovute cortesie istituzionali, è stato assoluto, spegnendo sul nascere le speranze di chi sognava di rivedere le celebri accelerazioni dell’attaccante egiziano allo Stadio Olimpico. Alla base di questa chiusura non vi sono dubbi sul valore del giocatore, ma ostacoli insormontabili di natura prettamente economica.

Le ragioni del “No”: La nuova linea economica giallorossa
La proprietà texana dei Friedkin ha stabilito parametri finanziari che rendono un affare di tale portata irrealizzabile. Le pretese salariali dell’ormai ex Liverpool, infatti, risultano del tutto fuori mercato per gli attuali standard del club e palesemente inconciliabili con le disponibilità delle casse societarie. L’attuale gestione, orchestrata dal vicepresidente Ryan Friedkin e dal direttore finanziario Jason Morrow, ha introdotto un severo piano di contenimento delle spese. La priorità assoluta è il risanamento dei conti; pertanto, stipendi faraonici come quello necessario per ingaggiare il talento egiziano sono ritenuti totalmente estranei al nuovo e prudente corso aziendale della Roma.