Mapei Stadium miglior campo della Serie A: perché l’Olimpico non riesce mai a vincere?

Il premio Most Valuable Field 2025/26 va a Reggio Emilia: a Roma resta aperto il tema del prato

Jacopo Mandò -
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AS Roma
Lo stadio Olimpico della Roma: cosa manca per “arrivare” al Mapei Stadium – Romaforever.it

Il Mapei Stadium è stato scelto come miglior terreno di gioco della Serie A 2025/26. Un premio che riapre una domanda inevitabile anche in chiave Roma: perché lo Stadio Olimpico, uno degli impianti più importanti d’Italia, non riesce mai a imporsi in questa classifica? La risposta non sta solo nella qualità del manto erboso, ma nella gestione complessiva di uno stadio utilizzato quasi senza tregua.

Olimpico, il nodo è l’usura

Il Most Valuable Field premia la resa tecnica, prestazionale ed estetica dei campi di Serie A. A votare sono figure diverse: capitano della squadra ospite, arbitro, regista della produzione televisiva e tecnici agronomici della Lega. Non basta quindi avere un grande impianto. Serve un prato costante, uniforme, veloce e affidabile per tutta la stagione.

L’Olimpico parte da una difficoltà strutturale: è la casa di Roma e Lazio, ospita partite ravvicinate, eventi federali, rugby e concerti. Ogni appuntamento pesa sul terreno, soprattutto nei periodi più caldi e nelle settimane in cui il calendario si sovrappone. Il campo non ha sempre il tempo necessario per rigenerarsi e tornare al livello richiesto.

Serve una svolta vera

Il caso Mapei Stadium indica una strada. A Reggio Emilia è stato installato un nuovo manto erboso interamente naturale, con una varietà scelta per resistenza, radicazione rapida e tenuta anche nei mesi freddi. Non è solo manutenzione: è progettazione.

Per l’Olimpico servirebbe lo stesso salto di mentalità. Programmazione più rigida degli eventi, protezioni meno invasive, finestre reali per il recupero del prato e investimenti su tecnologie agronomiche di ultima generazione. In prospettiva, il nuovo stadio della Roma resta la soluzione più chiara: un impianto controllato dal club, pensato per il calcio e non costretto a convivere con troppe esigenze diverse.

La qualità del campo non è un dettaglio. Incide su ritmo, infortuni, spettacolo e identità tecnica. E una squadra che vuole tornare stabilmente in Champions League deve poter giocare anche su un prato all’altezza.