Roma, D’Amico riparte dal vivaio: Margiotta verso Trigoria per il settore giovanile

L’ex Hellas Verona sarebbe il primo rinforzo dirigenziale del nuovo ds giallorosso

Jacopo Mandò -
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Margiotta verso il settore giovanile: la scelta della nuova Roma di D’Amico – Romaforever.it

La nuova Roma di Tony D’Amico comincia a prendere forma anche fuori dalla prima squadra. Il primo innesto dell’area sportiva dovrebbe essere Massimo Margiotta, destinato a guidare il settore giovanile giallorosso con uno sguardo anche al progetto Under 23. Una scelta non casuale: l’ex attaccante ha già lavorato a lungo con D’Amico al Verona e il suo arrivo sarebbe stato accolto positivamente anche da Gian Piero Gasperini.

Margiotta per il vivaio

Margiotta lascerebbe l’Hellas Verona dopo nove stagioni, durante le quali ha contribuito alla crescita e alla valorizzazione di diversi profili poi arrivati in Serie A. Tra i nomi più importanti ci sono Destiny Udogie, Marash Kumbulla, Nicolò Casale e Filippo Terracciano, tutti passati dal percorso gialloblù prima del salto nel calcio dei grandi.

Per la Roma si tratterebbe di un innesto strategico. Il vivaio resta uno dei patrimoni più importanti del club, ma il nuovo corso vuole renderlo ancora più funzionale alla prima squadra e al mercato. L’idea è chiara: scoprire talenti, formarli meglio e creare valore tecnico ed economico.

Asse con D’Amico

La scelta di Margiotta si lega direttamente all’arrivo di D’Amico, ufficialmente direttore sportivo dal 1° luglio. I due hanno condiviso cinque stagioni a Verona e conoscono già metodo, linguaggio e priorità di lavoro. Una continuità operativa che può aiutare la Roma a velocizzare la riorganizzazione dell’area tecnica.

Sul tavolo c’è anche il tema Under 23, progetto che il club continua a valutare per ridurre il salto tra Primavera e calcio professionistico. In questo senso, l’arrivo di un dirigente abituato a lavorare sui giovani avrebbe un peso importante. Intanto, nella nuova struttura, dovrebbe rientrare anche Riccardo Del Vescovo come responsabile medico. La Roma cambia pelle: non solo mercato, ma anche competenze, sviluppo e programmazione.