Dalla fascia sinistra dello Stadio Olimpico alle strade della Capitale. La vita di Max Tonetto, indimenticato terzino della Roma, ha preso una piega affascinante e inaspettata. Appesi gli scarpini al chiodo, l’ex calciatore si è lanciato in una nuova avventura imprenditoriale fondando una società di noleggio con conducente (Ncc). Ma non si è limitato a fare il manager: si è messo in gioco in prima persona, sedendosi al volante per imparare i segreti del mestiere. Tra aneddoti divertenti alla guida e indelebili ricordi legati al suo glorioso passato in giallorosso, l’ex “T-Max” ha racconta la sua nuova sorprendente quotidianità. Queste sono state le sue parole in esclusiva per La Gazzetta dello Sport.
Le parole di Max Tonetto
La nuova vita di Max Tonetto passa dal volante, una scelta nata da un progetto ben preciso e strutturato:
“Un anno fa con un mio amico abbiamo iniziato il percorso per aprire un’attività di Ncc. Per farlo, serve la patente KB, ci sono esami pratici, tutta la parte assicurativa, il primo soccorso e non solo. Un iter lungo. Abbiamo preso la licenza su Roma e siamo partiti con la nostra società, la Mami Società Cooperativa. L’attività è iniziata sei mesi fa. Per capire davvero come funzionasse il meccanismo, io e il mio socio ci siamo messi al volante e abbiamo fatto diversi servizi in giro per Roma“.
Mettendosi in prima linea sulle strade della Capitale, non sono mancati episodi curiosi e inaspettati:
“Un giorno ho caricato sul van un tifoso della Roma a cui avevano ritirato la patente per guida in stato di ebbrezza qualche giorno prima. Lo dovevo accompagnare a casa. Si è fatto un selfie con me e nel giro di poche ore sono diventato virale sul web“.
La decisione di puntare proprio sul settore della mobilità non è stata casuale, ma dettata da una chiara visione imprenditoriale:
“A Roma il turismo è un business importante. Quando apri un’attività devi conoscerla da dentro, per questo ho iniziato anche a guidare. Già tre autisti lavorano con noi”.
Volgendo lo sguardo al suo passato calcistico in maglia giallorossa, il ricordo di Roma-Arsenal del marzo 2009 e di quel rigore decisivo suscita ancora emozioni contrastanti:
“Non l’ho mai digerito. Era la gara di ritorno e ci giocavamo l’accesso ai quarti di finale di Champions. Sbagliai l’ultimo, tirando alto. Brucia ancora, ma non è un rimpianto. Ho ricevuto tante critiche, però con i tifosi non ho mai avuto problemi“.

Di tutt’altro sapore è invece l’aneddoto sulle origini del suo celebre soprannome, legato indissolubilmente a una magica notte europea:
“Real Madrid-Roma 1-2, marzo 2008, ritorno degli ottavi di Champions. Feci assist a Taddei per il primo gol. Una delle mie migliori partite in carriera. Corsi avanti e indietro in fascia per tutta la partita. Da lì T-Max, come il motorino“.