Dentro una partita pesantissima per la corsa europea, la Roma si porta dietro anche due storie diverse ma intrecciate. Pellegrini arriva a un traguardo personale importante e lo fa da capitano, con il club ancora chiamato a decidere come impostarne il futuro. Celik, invece, si presenta da titolare affidabile in una stagione in cui ha ritrovato centralità, ma con una situazione contrattuale molto più complicata e con i segnali di un possibile addio che, settimana dopo settimana, si sono fatti più concreti.
Pellegrini, il peso del simbolo
Per Pellegrini, la sfida contro il Pisa vale più di un semplice numero. Le 300 presenze in Serie A certificano lo spessore del suo percorso e il legame con la maglia giallorossa, tanto che Aldair ha voluto omaggiarlo pubblicamente parlando di un traguardo che “non arriva per caso”. Sullo sfondo, però, resta il tema rinnovo: a febbraio il Corriere dello Sport spiegava che il giocatore sperava ancora nel prolungamento, pur senza un accordo già definito, dentro una nuova politica societaria orientata a contenere gli ingaggi più alti. In sostanza, il desiderio di andare avanti insieme c’è, ma la fumata bianca non è ancora arrivata.
Celik, rinnovo lontano e Juve alla finestra
Il percorso di Celik è molto diverso. Il turco ha riconquistato spazio e fiducia, ma il suo rinnovo resta in salita: la Roma non vuole spingersi oltre una certa soglia salariale, mentre l’entourage del giocatore continua a chiedere cifre ritenute troppo alte. Proprio qui si inserisce la Juventus, che secondo più ricostruzioni si è mossa da tempo e vede in lui una possibile occasione a parametro zero, con l’Inter sullo sfondo. Per questo la notte del traguardo rischia di avere anche un retrogusto amaro: Celik è tornato utile, ma oggi appare molto più vicino all’uscita che alla permanenza. E il fatto che a Trigoria tutti i rinnovi siano stati messi in stand-by rende il quadro ancora più incerto.