Nel pieno del momento più delicato della stagione, Antonio Carlos Zago ha scelto una linea chiara: difendere Gian Piero Gasperini e mettere sotto accusa soprattutto gli errori individuali della squadra. Il senso del suo intervento è netto: non si può parlare di annata fallimentare soltanto guardando all’allenatore, soprattutto se il rendimento complessivo della Roma resta molto simile a quello dell’ultimo campionato. Un ragionamento che arriva dopo il 5-2 incassato contro l’Inter, risultato che ha allontanato i giallorossi dal quarto posto e ha riacceso dubbi tecnici e ambientali.
Una difesa sotto accusa
La chiave dell’analisi di Zago è tutta qui: nelle ultime partite la Roma avrebbe pagato soprattutto errori che a questi livelli non puoi concedere. E il calendario recente, in effetti, rafforza il concetto. In campionato i giallorossi hanno perso 2-1 sul campo del Como, che con quel successo li ha scavalcati in zona Champions; in Europa League sono stati eliminati dal Bologna dopo il 5-4 complessivo; poi è arrivato il crollo di San Siro contro l’Inter, con cinque reti subite e un avvio choc dopo appena 59 secondi. Tre partite diverse, ma unite da una costante: una tenuta difensiva troppo fragile nei momenti chiave.
Il confronto con l’anno scorso
Il punto più interessante, però, è il paragone con il recente passato. Numericamente la frase “stessi punti dell’anno scorso” va limata, perché la Roma oggi ha in realtà un punto in più (quindi ancora meglio) rispetto alla 31ª giornata del 2024/25: 54 contro 53. Ma il senso politico della riflessione di Zago resta intatto: la squadra è dentro un campionato molto simile a quello precedente, quindi il problema non può essere ridotto solo alla panchina. Più che un’assoluzione totale per Gasperini, sembra un invito a guardare altrove: qualità delle letture, errori individuali e capacità di reggere la pressione quando la stagione entra nel tratto decisivo.