Mentre la stagione 2025/26 si avvia al gran finale, la galassia sportiva della famiglia Friedkin si trova davanti a un cortocircuito sportivo ed economico. Come evidenziato da un’analisi di Calcio e Finanza, il confronto tra i due club principali della proprietà statunitense — Roma ed Everton — fa emergere un dato che scuote la sponda giallorossa della Capitale
Roma: un miliardo non basta?
Dal loro sbarco a Trigoria nell’agosto 2020, i Friedkin hanno immesso nella Roma oltre 1 miliardo di euro. Una cifra monstre che comprende l’acquisto, il delisting e i costanti finanziamenti soci, ma che non ha ancora garantito il ritorno in Champions League.

Oggi la squadra di Gasperini si trova al sesto posto in Serie A. Nonostante una posizione di classifica discreta, il distacco dal quarto posto occupato dal Como è di quattro punti, reso più amaro da un trend deficitario: solo quattro punti raccolti nelle ultime cinque partite. La qualificazione alla massima competizione europea appare, ad oggi, una salita ripidissima.
L’ombra dell’Everton e il rischio beffa
Il vero paradosso nasce dal confronto con l’Inghilterra. L’Everton, rilevato appena nel dicembre 2024 con un investimento di circa 700 milioni di euro, pur essendo ottavo in Premier League, dista solo tre punti dalla zona Champions. Sarebbe un boccone amarissimo per i tifosi romanisti vedere i Friedkin centrare l’obiettivo a Liverpool in poco più di un anno, dopo averlo inseguito invano a Roma per sei stagioni e con investimenti decisamente superiori.
Sullo sfondo resta il nodo UEFA sulla multiproprietà in caso di qualificazione comune, ma per la Roma il problema è più profondo: evitare che l’ennesimo anno di transizione si trasformi nella certificazione di un primato di spesa senza il corrispondente ritorno sul campo.