Roma, bordata di Viviano su Ranieri: “Se prendi Gasperini, sai chi stai prendendo”

Le parole dell’ex portiere a Sportium.fun, rilanciate in serata da diversi media romanisti, accendono il dibattito in casa Roma

Jacopo Mandò -
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Ranieri
Ranieri e la scelta di Gasperini a Roma: Viviano la contesta – Romaforever.it

In casa Roma si riapre il fronte del confronto attorno a Gian Piero Gasperini. A far rumore sono le dichiarazioni attribuite a Emiliano Viviano durante una diretta su Sportium.fun, nelle quali l’ex portiere critica apertamente Claudio Ranieri, oggi dirigente senior e consulente della proprietà per le questioni sportive del club, proprio colui che ha avuto voce nella scelta del nuovo allenatore.

La critica a Ranieri

Secondo quanto riportato, Viviano non usa giri di parole: “Se il signor Ranieri ha preso Gasperini e oggi si meraviglia dei suoi comportamenti non ha capito un ca.… Oppure è stato presuntuoso e ha pensato di poter gestire un uomo di 68 anni”. Il punto centrale della sua analisi è chiaro: chi sceglie Gasperini deve accettarne anche il lato più duro, quello di un allenatore forte, esigente e poco incline ai compromessi. È una presa di posizione pesante, perché colpisce direttamente Ranieri non sul piano tecnico, ma su quello della valutazione umana e gestionale.

Il nodo Gasperini-società

La seconda parte del ragionamento è quasi un manifesto. “Ranieri non è Gesù Cristo. Pensare di poter gestire Gasperini e pensare che diventa un agnellino al quale imporre le cose è assurdo”, avrebbe aggiunto Viviano, ricordando poi come il tecnico abbia costruito all’Atalanta un ciclo straordinario culminato anche nella vittoria dell’Europa League 2023/24. Il messaggio, in sostanza, è questo: se la Roma ha scelto Gasperini, lo ha fatto per quello che rappresenta nel bene e nel male, non immaginando di addolcirne natura e metodi. Ed è proprio qui che la bordata dell’ex portiere diventa interessante: più che un attacco estemporaneo, sembra la fotografia di un dubbio che oggi accompagna una parte dell’ambiente giallorosso, cioè se il club sia davvero pronto a sostenere fino in fondo un allenatore così identitario.