CHIAVE TATTICA | Roma colpita dall’Inter nello stesso punto dell’andata

Dietro il 5-2 di San Siro, secondo un Match Analyst, c’è anche una lettura tattica precisa: l’Inter di Cristian Chivu avrebbe sfruttato lo stesso meccanismo già visto all’andata, quando i nerazzurri vinsero 1-0 all’Olimpico

Jacopo Mandò -
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Roma
Roma in difficoltà sulla situazione dell’andata con l’Inter: lo ha spiegato un match analyst – Romaforever.it

La sensazione, rivedendo Inter-Roma, è che una parte della partita fosse già stata scritta mesi fa. Luca Balbinetti, sui social “Il Critico Calcistico”, ha scovato una situazione già accaduta nella scorsa Roma-Inter di qualche mese fa. All’andata, il 18 ottobre, i nerazzurri passarono 1-0 con Bonny al 6’, su assist di Barella. Al ritorno, a San Siro, la squadra di Chivu ha di nuovo colpito subito, stavolta dopo appena 59 secondi, aprendo la strada al 5-2 finale. Due gare diverse nel risultato, ma legate da una traccia tattica molto simile.

Il nodo tattico: l’uomo in più dell’Inter

Le formazioni ufficiali raccontano già molto: Inter con il 3-5-2, Roma con il 3-4-2-1 sia all’andata sia al ritorno. Dentro questo confronto, il vero problema nasce in mezzo al campo: i nerazzurri hanno un uomo in più e la squadra di Gasperini è costretta a compensare portando fuori un difensore. La lettura tattica che sta circolando dopo la partita insiste proprio su questo punto: il movimento di Barella avrebbe attirato Hermoso lontano dalla linea, aprendo il corridoio centrale per l’inserimento dell’attaccante, prima Bonny all’andata e poi Thuram nel ritorno, con Ndicka costretto a correre all’indietro in un duello complicatissimo. È un’interpretazione, ma è coerente con gli schieramenti iniziali e con la dinamica dei due avvii di gara.

Perché questo dato pesa più del risultato

Il punto, allora, va oltre il semplice 5-2. Se davvero l’Inter ha trovato due volte la stessa crepa, significa che la difficoltà della Roma non è stata casuale, ma strutturale. Lo aveva già anticipato a DAZN Riccardo Mancini. Gasperini difende uomo su uomo a tutto campo, ma contro un 3-5-2 così fluido il rischio è lasciare spazi proprio dove l’Inter sa fare più male. Ecco perché la sconfitta di San Siro pesa ancora di più: non racconta soltanto un crollo, ma una vulnerabilità già vista e sfruttata di nuovo con precisione quasi chirurgica.