La sconfitta pesante contro l’Inter non ha lasciato soltanto macerie tecniche. Nel post partita di San Siro, chiuso sul 5-2 per i nerazzurri, sui social della Roma e negli spazi di discussione frequentati dai tifosi è riesplosa una contestazione che va oltre il campo: al centro, ancora una volta, c’è la proprietà Friedkin, alla guida del club dall’agosto 2020.
Una frattura che torna a galla
Le reazioni più dure raccontano una sfiducia profonda verso una società percepita come assente. C’è chi parla di una proprietà che non aiuta abbastanza chi “dà tutto per la maglia”, chi invoca apertamente la vendita del club e chi se la prende anche con quella parte di tifoseria che, negli anni, ha continuato a dare credito al progetto americano. È una rabbia che si inserisce in un contesto già delicato: i Friedkin, oltre alla Roma, hanno ampliato il loro raggio d’azione calcistico anche con l’acquisto dell’Everton, completato nel dicembre 2024, alimentando in una parte della piazza il timore di una distanza sempre maggiore dal cuore del mondo romanista.
Dal centenario a Totti: il peso dei simboli
A colpire è soprattutto il tono identitario di molti commenti. In una lettura durissima degli ultimi trent’anni, alcuni tifosi arrivano a salvare soltanto Daniele De Rossi, Luciano Spalletti e Lorenzo Pellegrini, senza citare neppure Francesco Totti. E proprio il tema dei simboli pesa sempre di più, anche perché il club va verso il centenario del 2027, essendo nato nel 1927. In questo clima si inserisce anche la battuta più amara circolata online: “Vi meritate di festeggiare il centenario con Emerson Da Rosa”, frase che usa volutamente un nome ancora divisivo nella memoria romanista. Non a caso, appena due giorni fa, anche un semplice post di auguri del club per Emerson aveva scatenato una nuova bufera social. Segno che oggi, più del risultato, a far rumore è la frattura emotiva tra la Roma e una parte del suo popolo.