Roma, il giorno dopo del 5-2: Pellegrini difende il gruppo, Gasperini manda un messaggio

Dopo il ko di San Siro contro l’Inter, il capitano giallorosso punta il dito contro gli episodi e non contro la mentalità della squadra. Il tecnico, invece, salva il primo tempo e ribadisce un concetto preciso sul futuro

Jacopo Mandò -
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Gasperini e Pellegrini
Gasperini e Pellegrini: le parole dei protagonisti dopo Inter-Roma – Romaforever.it

Il giorno dopo Inter-Roma 5-2 lascia in eredità un doppio messaggio dentro casa giallorossa. Da una parte c’è Lorenzo Pellegrini, che protegge il gruppo e respinge l’idea di una squadra svuotata mentalmente; dall’altra Gian Piero Gasperini, che riconosce il valore del primo tempo ma non nasconde la delusione per il tracollo arrivato dopo il terzo gol nerazzurro. La ripresa degli allenamenti è già fissata a Trigoria per questa mattina, con il Pisa già nel mirino.

Pellegrini: episodi, non alibi

Nelle parole del capitano c’è soprattutto la volontà di tenere in piedi la fiducia del gruppo. Pellegrini ha spiegato che la Roma era riuscita a rientrare dentro la partita, prima di essere colpita di nuovo nei momenti più pesanti, tra la rete di Çalhanoğlu a fine primo tempo e il gol incassato a freddo nella ripresa. Il numero 7 ha escluso che il pari subito in extremis con la Juventus per mano di Gatti abbia lasciato scorie mentali, insistendo invece sulle difficoltà create dagli episodi recenti. In sintesi, il messaggio è chiaro: la squadra dà tutto e nessuno darà un centimetro in meno da qui alla fine.

Gasperini: primo tempo promosso, ora serve crescere

Più netto il ragionamento di Gasperini. Il tecnico ha detto di aver visto “tanta Roma” fino al 3-1, sottolineando come il vero blackout sia arrivato solo dopo il terzo schiaffo dell’Inter. Allo stesso tempo, però, ha ammesso che un crollo simile non deve succedere, pur ricordando il peso delle assenze e il valore dell’avversario. Il passaggio più forte resta quello sul futuro: per l’allenatore, questa squadra non va buttata via ma migliorata, perché la base c’è e va sostenuta. Un concetto che suona anche come un’indicazione precisa alla società, mentre la corsa europea entra nella sua fase decisiva.