La Totti Soccer School, storica eccellenza del calcio giovanile capitolino, finisce al centro di una tempesta giudiziaria. Su disposizione del GIP Luca Battinieri, i conti della società sono stati raggiunti da un sequestro preventivo, nell’ambito di un’indagine che ipotizza una gestione illecita dei flussi finanziari volta a sottrarre capitali alle procedure esecutive
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Sostituta Procuratrice Vittoria Bonfanti, figura Riccardo Totti (fratello dell’ex capitano della Roma e amministratore della scuola calcio). Il reato contestato è quello di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Secondo la tesi accusatoria, la società avrebbe messo in atto un “sabotaggio” programmato per non onorare un debito di oltre 120.000 euro nei confronti di un’ex dipendente della segreteria, la quale vantava crediti per stipendi arretrati e indennità riconosciute per via legale.

Il Meccanismo dei “Conti Ombra”
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno portato alla luce quella che gli inquirenti definiscono un’architettura finanziaria parallela. Il sistema era tanto semplice quanto efficace: La scuola calcio continuava a emettere regolari ricevute a proprio nome per rette, iscrizioni e camp estivi. Nonostante l’emissione di documenti fiscali ufficiali, la liquidità non transitava sui conti correnti pignorabili (che risultavano quindi vuoti o insolvibili), ma veniva dirottata su rapporti bancari “ombra”. L’obiettivo era quello di neutralizzare gli effetti del pignoramento, rendendo impossibile per la lavoratrice recuperare le somme dovute nonostante una sentenza passata in giudicato.
Le conseguenze
Il provvedimento di sequestro ha colpito direttamente due rapporti bancari riconducibili a Riccardo Totti, con l’obiettivo di blindare le somme necessarie a coprire il debito con l’ex dipendente.
Oltre al profilo penale, la Totti Soccer School si trova ora ad affrontare una pesante crisi reputazionale. Mentre il patrimonio aziendale resta vincolato dall’autorità giudiziaria, i magistrati continuano a scavare per identificare eventuali complici che potrebbero aver agevolato la distrazione dei fondi e per mappare con precisione l’entità dei capitali transitati sui canali alternativi durante l’ultima stagione sportiva.