Italia fuori, i romanisti vivono un incubo: serata timida per Mancini e Cristante

Nel disastro di Zenica non si possono cercare due soli colpevoli. Però Gianluca Mancini e Bryan Cristante finiscono inevitabilmente dentro gli episodi che fanno più rumore

Jacopo Mandò -
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Italia, Cristante
Italia, Cristante e Mancini flop: la serata negativa dei giocatori della Roma – Romaforever.it

L’Italia è fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva dopo l’1-1 contro la Bosnia e il ko ai rigori nella finale playoff di Zenica. Una caduta enorme, maturata dentro una partita complicata dall’espulsione di Bastoni al 42’ e chiusa dagli errori dal dischetto di Pio Esposito e Bryan Cristante. In una serata così, sarebbe ingiusto scaricare tutto su due uomini soltanto. Ma i due romanisti restano dentro l’immagine del crollo azzurro.

Mancini regge, poi perde l’attimo che pesa di più

La partita di Mancini è stata, per lunghi tratti, quasi da sopravvivenza. Dai dati emergono 8 contributi difensivi, 7 chiusure, 34 passaggi riusciti su 41 e nessun dribbling subito: numeri che raccontano un centrale dentro la gara, attento e presente. Il problema è che certe notti vengono decise da un singolo frame. E quel frame arriva al 79’: cross dalla destra, Dzeko lo anticipa di testa (forse toccando di braccio), Donnarumma salva ma sulla ribattuta Tabakovic firma l’1-1. È lì che la partita cambia faccia, ed è lì che il difensore della Roma resta esposto. L’episodio pesa più di tutto il resto, anche più di una prova che fino a quel momento era stata ordinata.

Cristante entra freddo e sbaglia il rigore della disperazione.

Diverso il discorso su Cristante. È entrato al 71’ al posto di Locatelli, con l’Italia già in apnea e costretta a gestire inferiorità numerica e pressione bosniaca. Ma il suo impatto è stato troppo leggero: 23 tocchi, 6 passaggi precisi su 12, nessun tiro, poco ritmo e poca pulizia nelle giocate. Poi il momento che si prende tutto: il rigore calciato sulla traversa nella serie finale. Non è l’unico errore della notte azzurra, e non è neppure il peccato originale di questa eliminazione, ma diventa il gesto che inchioda un’altra generazione italiana a quattro anni di vuoto. Cristante non è il colpevole assoluto, però è uno dei volti che resteranno attaccati a questa sconfitta.