Totti-Roma, non basta il ruolo di ambassador: Francesco non è convinto

Lo scoop rilanciato da Nicolò Schira riapre un tema enorme per il presente e per il futuro giallorosso

Jacopo Mandò -
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Totti
Totti-Roma, Ambassador non basta: Francesco vuole un ruolo vero – Romaforever.it

Il punto, ormai, sembra abbastanza chiaro. Il ritorno di Francesco Totti alla Roma è un tema concreto da settimane: Claudio Ranieri ha detto a febbraio che i Friedkin ci stavano pensando, Totti stesso ha poi confermato che le parti stanno parlando, e ANSA ha spiegato che il nodo resta il ruolo. Adesso lo scoop di Schira aggiunge un dettaglio molto pesante: l’ex capitano avrebbe dato disponibilità a tornare da dirigente solo a patto di essere coinvolto nell’area tecnica, a stretto contatto con Gian Piero Gasperini e con la squadra, mentre un semplice ruolo da ambassador per il centenario non lo stuzzicherebbe affatto.

Il nodo vero è tutto nel peso del ruolo

Negli ultimi giorni, diverse ricostruzioni hanno indicato come ipotesi più concreta quella del brand ambassador per il centenario del 2027, senza un incarico tecnico operativo vero e proprio. Ma questa soluzione, da sola, sembra stare stretta a Totti. E in fondo è qui che la questione diventa quasi banale nella sua evidenza: uno come lui non può essere richiamato solo per rappresentare la Roma all’esterno, perché la rappresenta già da sempre. Se torna, deve contare. Deve incidere. Deve stare vicino al campo, alla squadra, all’allenatore, possibilmente anche alle scelte che costruiscono il futuro. È esattamente la linea che emerge sia dalle parole riportate da ANSA sul desiderio di un ruolo operativo e decisionale, sia dai retroscena che raccontano di un rapporto ottimo con Gasperini e di una sintonia nata anche fuori da Trigoria.

La Roma non può permettersi di perderlo di nuovo

Per questo la notizia pesa tanto. Perché non parla soltanto di una trattativa, ma di una scelta di visione. La Roma può decidere se riportare dentro casa la sua leggenda più grande in un ruolo che abbia davvero senso, oppure se accontentarsi di una soluzione simbolica, elegante ma debole. E sarebbe un errore. Non solo per una questione affettiva, ma perché oggi un ponte tra società, spogliatoio e romanismo reale avrebbe un valore enorme. Massara ha già detto che Totti è la storia del club e che tra lui e i Friedkin c’è un ottimo rapporto. Bene. Adesso però ai rapporti deve seguire una scelta vera. Perché la sensazione è semplice: la Roma non può permettersi di perdere un’altra volta la chance di riprendersi Francesco Totti.