Soulé, parla il personal trainer: “Ha stretto i denti per mesi, ora serve tempo”

L’argentino lavora per tornare dopo la pubalgia: il suo preparatore frena, ma l’obiettivo è chiaro.

Melissa Landolina -
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In casa Roma si guarda con attenzione alle condizioni di Matías Soulé, uno degli assenti più pesanti dell’ultimo periodo. L’esterno argentino è fermo per una pubalgia che lo ha costretto a fermarsi dopo mesi ad alto livello sotto la guida di Gian Piero Gasperini.

Ora, però, il rientro si avvicina e nel mirino c’è la sfida contro l’Inter.

A fare chiarezza sul percorso di recupero è stato il suo preparatore fisico e osteopata, Guido Viggiano, che ha spiegato le cause dello stop:

“Ha giocato tantissime partite, l’intensità degli allenamenti di Gasperini è altissima e sono arrivati i primi dolori. Giocando così tanto era importante iniziare a lavorare sul recupero che è fondamentale quando ci sono tante gare ravvicinate”.

Le terapie per il recupero

Soulé ha intrapreso un percorso specifico per tornare in campo, basato su più strumenti e trattamenti:

“Abbiamo pensato alla camera iperbarica che non serve solamente a curare la pubalgia. La funzione principale è far arrivare l’ossigeno a tutte le zone del corpo e nei tessuti. Passa un’ora dentro questo macchinario”.

Il lavoro non si limita a questo:

“Utilizziamo anche la pompa diamagnetica oltre a tanto lavoro in palestra e trattamenti osteopatici”.

Le condizioni del giocatore sono in miglioramento, anche se il percorso non è ancora concluso:

“Il fastidio più forte lo ha avuto all’adduttore destro, ora per fortuna sta meglio ma ci sono volute 3/4 settimane. Questo problema, però, non è come un infortunio muscolare e non ci sono dei tempi precisi”.

La decisione di fermarsi è arrivata dopo aver stretto i denti per mesi:

“Dopo Napoli ha deciso di fermarsi, ma non era al 100% neanche prima. Per tre mesi ha stretto i denti utilizzando gli antinfiammatori e non è positivo per un calciatore di 22 anni”.

Inter nel mirino, ma resta il dubbio

Sul possibile rientro contro l’Inter, Viggiano mantiene prudenza:

“A Milano ci sarà? Non posso dirlo io, sarebbe fantastico e quello è l’obiettivo. Vuole arrivare a quella partita in forma ma è fermo da cinque settimane”.

Il desiderio di tornare in campo è forte:

“Vedere le partite da fuori non è facile. È triste perché non ha potuto aiutare la squadra in Serie A e in Europa League. Appena ricomincerà a giocare non si fermerà più”.

E sul futuro:

“Il Mondiale? Ci spera ma non sa se verrà convocato. Ora pensa solo alla Roma”.