Entro il 1° marzo, i vertici del calcio europeo richiedono precisi adeguamenti formali per le società che condividono lo stesso padrone. Il regolamento UEFA, infatti, non preclude del tutto la partecipazione alle coppe continentali a due squadre con una proprietà in comune, ma pone un veto rigoroso qualora queste dovessero scontrarsi all’interno del medesimo torneo.
È proprio questa la sfida burocratica che attende la famiglia Friedkin, attualmente al timone sia della Roma che dell’Everton. Nonostante la potenziale sovrapposizione nei futuri scenari europei, dalle parti di Trigoria trapela un forte ottimismo. Come evidenziato dal quotidiano La Repubblica, la dirigenza a stelle e strisce ha già analizzato ogni variante possibile del caso e si sente al sicuro da eventuali sanzioni o esclusioni.
Multiproprietà: si pensa al “blind trust” sul modello del Girona
L’asso nella manica della proprietà americana è il cosiddetto “blind trust”. Questa mossa finanziaria prevede di cedere momentaneamente la gestione delle proprie quote a fiduciari terzi e totalmente indipendenti, garantendo così l’imparzialità richiesta dalla UEFA. Non si tratta di un salto nel buio, ma di una manovra già collaudata con successo: basti pensare al Girona. Nel 2024, la squadra spagnola ha ottenuto il pass per giocare in Champions League pur gravitando nell’orbita del City Football Group, adottando esattamente questo stratagemma legale per svincolarsi dalle limitazioni della multiproprietà.
Blind Trust, cos’è?
Il blind trust consiste nel trasferimento della gestione del club a un fiduciario completamente indipendente. Il proprietario perde ogni potere decisionale o di controllo, azzerando i conflitti d’interesse. Così, la UEFA permette a due squadre della stessa proprietà di giocare le stesse coppe.