La notizia è ufficiale: il Bayer Leverkusen ha esercitato la recompra da 8 milioni di euro per riportare a casa Kerim Alajbegovic dal Salisburgo, con un contratto fino al 2031. Per la Roma, che nei giorni scorsi era stata accostata al classe 2007 insieme ad altri club italiani, è una pista che di fatto si chiude prima ancora di aprirsi davvero. Ed è un peccato, perché il ragazzo bosniaco aveva già cominciato a far vedere perché tanti lo stessero seguendo con attenzione.
Il talento che si è preso la scena
A rendere tutto ancora più rumoroso è stata soprattutto la notte di Cardiff. Nella semifinale playoff tra Galles e Bosnia, Alajbegovic è entrato nella ripresa, ha messo il corner da cui è nato l’1-1 di Edin Dzeko all’86’ e poi ha trasformato il rigore decisivo nella serie finale, spedendo i suoi alla sfida contro l’Italia. Non parliamo quindi solo di un prospetto per il domani, ma di un ragazzo che ha già mostrato personalità vera dentro una partita pesantissima. E i numeri stagionali aiutano a capire il motivo dell’interesse: 11 gol in 36 presenze con il Salisburgo in tutte le competizioni.
Un rimpianto giallorosso
Il punto, per la Roma, è semplice: profili così giovani, già pronti ad accendersi in partite grandi, costano poco solo prima dell’esplosione. Adesso il Leverkusen se lo riprende, convinto che possa avere un ruolo importante negli anni a venire, come ha spiegato anche Simon Rolfes. E intanto l’Italia dovrà affrontarlo subito, nella finale playoff verso il Mondiale 2026. Insomma, per i giallorossi resta la sensazione di un’occasione sfumata; per gli azzurri, invece, il dovere di non sottovalutare un ragazzo che in pochi giorni si è preso mercato e copertina.