A volte basta un numero per riaprire una ferita. OneFootball, proprio oggi, ha rimesso al centro un dato clamoroso su Daniele De Rossi: nelle sue 18 stagioni con la Roma, i giallorossi hanno chiuso ben 9 volte al secondo posto in Serie A. Metà carriera passata a inseguire uno Scudetto che sembrava sempre lì, a un passo, ma che non è mai arrivato. Ed è proprio questo che rende la statistica così potente: racconta quanto il campione del mondo 2006 sia stato vicino a un traguardo che nella capitale manca ancora dal 2001.
An iconic career that deserved AT LEAST one Serie A winners medal 💔 AS Roma icon Daniele De Rossi finished 2nd in Serie A an astonishing NINE times during his 18 seasons with Roma 🤯
So close, yet so far – his Scudetto dreams just never quite became a reality with I Giallorossi… pic.twitter.com/Ed9QdatWwa
— OneFootball (@OneFootball) March 28, 2026
Il grande paradosso di De Rossi
La carriera di De Rossi con la Roma è stata enorme anche senza quello scudetto. 616 presenze complessive e 18 anni in prima squadra, numeri da bandiera assoluta, da uomo simbolo, da figura che ha attraversato epoche, allenatori e squadre diverse senza mai spezzare il legame con la sua gente. Eppure proprio questa longevità rende ancora più amaro quel dato sui piazzamenti: secondo posto nel 2001/02, poi ancora nel 2003/04, 2005/06, 2006/07, 2007/08, 2009/10, 2013/14, 2014/15 e 2016/17. Nove volte. Un’enormità. Quasi una condanna sportiva per uno dei giocatori più forti e rappresentativi della storia romanista.
Vicino a tutto, tranne al tricolore
Ed è qui che la statistica smette di essere solo curiosità social e diventa fotografia storica. Perché De Rossi non è stato un comprimario di stagioni finite bene: è stato uno dei cuori pulsanti della Roma che per anni ha provato a interrompere il digiuno tricolore senza riuscirci. Il paradosso è tutto lì: una leggenda assoluta, un leader totale, un centrocampista che avrebbe meritato almeno uno scudetto in giallorosso, e invece costretto a convivere con il rimpianto più pesante. Nel giorno in cui si ricorda l’inizio della favola di Totti, questa statistica su De Rossi finisce quasi per raccontare l’altra faccia della storia romanista moderna: quella della grandezza senza premio finale.