Nazionale, Mancini manda un messaggio: in quel ruolo oggi ha pochi rivali

Nella notte che ha rimesso in piedi gli Azzurri, il difensore della Roma ha fatto una di quelle partite che si notano meno del gol, ma che contano quasi allo stesso modo

Jacopo Mandò -
Tempo di lettura: 2 minuti
Gianluca Mancini
Mancini con l’Italia: ottima prova contro l’Irlanda del Nord, ora la Bosnia – Romaforever.it

L’Italia ha battuto 2-0 l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff grazie ai gol di Sandro Tonali e Moise Kean, scrollandosi di dosso un bel po’ di tensione e conquistando la finale di martedì 31 marzo a Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina. In mezzo a una serata che andava vinta e basta, però, c’è stato anche un segnale molto chiaro per Gattuso: la partita di Gianluca Mancini. Pulita, seria, da leader. E forse anche più importante di quanto racconti il rumore uscito dopo il match.

La partita silenziosa che pesa

Mancini ha chiuso la sfida 95 tocchi e 68 passaggi riusciti su 72, cioè il 94% di precisione. Ancora più interessante il dettaglio: 34 passaggi completati nella metà campo avversaria, 3 lanci lunghi riusciti su 4 e anche 1 passaggio chiave. Non è solo amministrazione, è partecipazione vera alla costruzione. E dietro, dove si giudica davvero un difensore, ha lasciato altri segnali forti: 4 chiusure difensive, 1 intercetto, 1 tiro bloccato, 0 dribbling subiti. Presente, attento, mai fuori linea. Anche la heatmap dice questo, perché lo mostra attivo e alto nel corridoio di destra, proprio da braccetto che accompagna, legge e porta fuori la palla quando serve.

Un ruolo che oggi parla romanista

La sensazione è semplice: nel ruolo di braccetto destro della difesa a 3, in questo momento, Mancini offre all’Italia qualcosa che pochi altri garantiscono con la stessa continuità. Non solo aggressività e letture, ma anche personalità nella gestione del possesso. È un difensore che sporca il gioco degli altri e allo stesso tempo aiuta il suo a respirare. Per questo la sua partita contro l’Irlanda del Nord vale più di una sufficienza larga: è quasi una candidatura pesante in vista del futuro. E in finale ci sarà un altro pezzo di Roma, perché la Bosnia si è qualificata battendo il Galles ai rigori dopo l’1-1 dei tempi supplementari, rimontando con il gol nel finale di Edin Dzeko. Insomma, a Zenica ci sarà in palio il Mondiale 2026, ma per i tifosi giallorossi ci sarà anche una sfida piena di incroci familiari.