UFFICIALE | Salah lascia il Liverpool: suggestione Roma o pista impossibile?

L’addio è ufficiale: Mohamed Salah lascerà il Liverpool a fine stagione. Il richiamo romantico della Roma esiste, ma tra nostalgia e fattibilità c’è ancora un abisso

Jacopo Mandò -
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Salah

Adesso è ufficiale davvero: Salah lascerà il Liverpool al termine della stagione 2025-26, chiudendo un ciclo da leggenda dopo nove anni ad Anfield. Il club lo ha annunciato sul proprio sito, mentre Sky Sport ha rilanciato il suo video d’addio. La prossima squadra, però, non è stata ancora scelta: il suo entourage ha fatto sapere che non c’è una decisione presa, anche se la Saudi Pro League resta la destinazione più chiacchierata e più credibile sul piano economico.

Roma? Sì, ma solo in una versione molto diversa di Salah

Il ritorno in giallorosso sarebbe affascinante, ma oggi va trattato per quello che è: una suggestione, non una pista calda. La Roma ha appena chiuso il bilancio 2023-24 con 301,7 milioni di ricavi, una perdita di 81,4 milioni e un indebitamento finanziario netto adjusted di 431,8 milioni; inoltre resta dentro i vincoli del settlement agreement UEFA, pur avendo appena aggiunto un nuovo main sponsor pluriennale come Eurobet.live. In questo quadro, immaginare che possa competere con offerte saudite o con lo stipendio da top assoluto che Salah aveva in Premier League è complicatissimo. A mio avviso, per rendere l’operazione anche solo discutibile, servirebbero quattro cose insieme: qualificazione in Champions, taglio drastico dell’ingaggio, contratto corto e una forte componente marketing che giustifichi l’investimento. In termini di sostenibilità, una Roma-Salah avrebbe senso solo in una fascia da grande top di Serie A, non da fuoriclasse pagato come in Premier o in Arabia.

Sul campo, invece, il discorso è diverso

Perché anche a 33 anni, e in una stagione meno dominante del solito, Salah ha comunque prodotto 8 gol e 8 assist in 31 partite tra Premier e Champions. In una Roma che con Gasperini usa spesso il 3-4-2-1, potrebbe giocare eccome da sottopunta di destra o da attaccante ibrido che parte largo e stringe dentro al campo; molto meno come esterno a tutta fascia. In altre parole: tecnicamente sì, tatticamente sì, economicamente quasi no. E allora la risposta più onesta è questa: oggi la squadra più probabile non è la Roma, ma chi può garantirgli soldi, centralità e un progetto immediatamente internazionale. Il cuore romanista può immaginarlo, il bilancio romanista molto meno.