Ci sono complimenti che pesano più di altri. E quelli di Walter Sabatini alla Roma hanno un valore particolare, perché arrivano da uno che a Trigoria ha costruito squadre, intuito talenti e fatto del coraggio sul mercato quasi una firma personale. Intervenuto a Sky Sport, l’ex ds giallorosso ha scelto di leggere la vittoria contro il Lecce da una prospettiva precisa: non soltanto i tre punti, non soltanto il gol di Robinio Vaz, ma il fatto che la Roma abbia chiuso la partita con ragazzi di 17, 18 e 19 anni in campo.
Il simbolo della serata
Le parole di Sabatini sono state nette: “Ma ieri il giocatore simbolo è stato Robinio Vaz: ragazzino del 2007 che ha fatto un gol difficilissimo e ha fatto vincere la Roma. I giallorossi hanno finito la partita con ragazzini di 17, 18 e 19 anni e questa è una bella notizia. Ne sarei orgoglioso, da Direttore Sportivo”. E in effetti il punto centrale è proprio questo. Vaz, nato il 17 febbraio 2007 e arrivato a gennaio dal Marsiglia, ha deciso la sfida con il suo primo gol in giallorosso, confermando subito il peso del suo talento.
Molto più di un 1-0
Il bello, però, sta nel fatto che Sabatini non si è fermato al singolo episodio. Ha allargato lo sguardo. Perché quella contro il Lecce non è stata solo la partita del gol di Vaz, ma anche quella in cui Gasperini ha chiuso con un attacco giovanissimo, composto da Vaz, Arena e Venturino, tutti under 20. È questo il dettaglio che ha colpito l’ex dirigente: una Roma che, nel momento della pressione, non si è nascosta dietro l’età, ma ha trovato nel coraggio una risorsa.
Il giudizio che conta
Detto da Sabatini, tutto questo assume ancora più forza. Perché stiamo parlando di un direttore sportivo che a Roma ha legato parte della propria identità calcistica e che, appena un mese fa, aveva già definito Vaz un “diamante grezzo” destinato a far divertire i tifosi giallorossi. Oggi, dopo il primo gol decisivo del francese, quelle parole sembrano già meno teoriche e molto più concrete.
La notizia più bella per la Roma
Forse è proprio questo il cuore del discorso. In una fase della stagione in cui la Roma cerca risposte immediate per restare agganciata alla corsa europea, il segnale più interessante non è solo aver battuto il Lecce, ma averlo fatto intravedendo una strada. Una strada fatta di seconde linee vere, di giovani che possono incidere e di una rosa che, anche nelle difficoltà, continua a produrre alternative. Sabatini l’ha capito subito. E il suo applauso, in fondo, è un’investitura: questa Roma magari non è ancora compiuta, ma ha ricominciato a mandare un messaggio che nella Capitale mancava da un po’.