La Roma è ancora viva, ma adesso entra davvero nel tratto che non perdona. Dopo l’1-0 al Lecce, i giallorossi sono saliti a 54 punti, agganciando la Juventus e restando a -3 dal Como, quarto. Al rientro dalla sosta ci sarà subito il big match di San Siro contro l’Inter, fissato per domenica 5 aprile alle 20:45: una partita che può spostare tantissimo nella rincorsa europea della squadra di Gasperini.
La frase che dice tutto
Intervistato da Il Messaggero, Giuseppe Giannini non ha chiuso la porta al quarto posto, ma ha scelto un tono molto realistico: “Sicuramente non è facile. La Roma deve provarci fino alla fine e crederci. Ci sono Como e Juve, aggiungendo pure l’Atalanta. Non ha un calendario facile, a cominciare dalla ripresa dopo la sosta contro l’Inter, partite che potranno dire molto sul futuro per assegnare i posti Champions”. È qui che sta il punto: più che la classifica, oggi a spaventare è la qualità degli ostacoli che aspettano la Roma. E allora le parole del “Principe” suonano quasi come un avviso ai naviganti: sì, i giallorossi possono ancora entrarci, ma da qui in poi servirà alzare il livello proprio nelle partite che pesano di più.
Il messaggio oltre la Champions
Giannini, però, è andato anche oltre il presente e ha toccato un tema più profondo, quasi identitario: “Molto è cambiato, trovano sempre meno spazio i trequartisti. Anche io sono partito esterno e così Francesco Totti. Da Zeman in poi si tende a non puntare troppo sui trequartisti e chiaramente decidono gli allenatori. I giovani devono avere più libertà e possibilità di esprimersi senza troppi condizionamenti tattici”. È una riflessione che parla del calcio italiano, ma che per certi versi sfiora anche la Roma di oggi, tra ricerca di qualità, ragazzi lanciati e ruoli sempre più ibridi. Non è nostalgia: è quasi una richiesta di coraggio. E detta da uno come Giannini, oggi impegnato tra settore giovanile, Albalonga e Football Academy a Marino, pesa ancora di più.