Pisilli guarda avanti: dalla reazione della Roma alla chiamata della Nazionale

Dopo l’1-0 contro il Lecce, il centrocampista giallorosso ha analizzato la prova dell’Olimpico e poi ha spostato lo sguardo sull’azzurro, dove lo attende il playoff mondiale contro l’Irlanda del Nord del 26 marzo a Bergamo

Jacopo Mandò -
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Pisilli
Pisilli dopo Roma-Lecce: tra rinascita e convocazione in Nazionale – Romaforever.it

La vittoria contro il Lecce serviva soprattutto per questo: rimettere in ordine testa e classifica dopo una settimana pesante. E nelle parole di Niccolò Pisilli c’è esattamente questa doppia lettura. Da una parte la consapevolezza di una partita sporca, difficile, figlia anche delle energie lasciate per strada pochi giorni prima. Dall’altra la convinzione che una squadra importante debba saper reagire subito, senza restare schiacciata dalla delusione. Il numero romano della Roma, intanto, adesso si prepara a raggiungere l’Italia, che giovedì 26 marzo affronterà l’Irlanda del Nord nel playoff europeo per il Mondiale 2026.

La risposta della Roma

Davanti ai microfoni di Sky Sport, Pisilli ha fotografato bene la difficoltà della serata, senza cercare alibi ma dando valore al risultato: “Sì, era una partita molto difficile, soprattutto perché venivamo da giovedì che è stata una gara molto dispendiosa. Quando esci sconfitto perdi tante energie mentali e non è facile giocare dopo tre giorni. Però penso che siamo stati molto bravi a portare a casa il risultato”. Poi ha ribadito il concetto più importante del post gara giallorosso: “Era quello che ci veniva chiesto. Le squadre importanti devono saper ripartire subito e credo che lo abbiamo fatto, anche se nel primo tempo abbiamo fatto un po’ più fatica”.

Il valore del gruppo

Molto bello anche il passaggio dedicato ad Angelino, tornato finalmente a disposizione. Pisilli ne ha parlato con toni sinceri, sottolineandone non solo il peso tecnico ma anche quello umano nello spogliatoio: “Siamo tutti contenti che Ange sia tornato, perché è un giocatore fortissimo e soprattutto una persona splendida. È un ragazzo positivo per il gruppo, ha sempre lavorato al meglio e non ha mai creato problemi nel periodo in cui non poteva giocare. Sono davvero contento per lui e spero possa avere sempre più minuti da qui alla fine”. È una frase che racconta bene anche il clima interno della Roma, che in questo momento prova a ricompattarsi facendo leva sul gruppo prima ancora che sulle individualità.

La crescita personale

Nel corso dell’intervista, Pisilli ha parlato anche del suo percorso, spiegando come stia cercando di evolvere in più zone del campo: “Sì, sto cercando di migliorare sotto tutti i punti di vista. Cerco di aiutare la squadra sia quando gioco più avanti sia quando devo abbassarmi. Devo continuare così, lavorando ogni giorno per crescere ancora”. E poi è entrato nel dettaglio tattico del suo doppio impiego tra trequarti e centrocampo: “Sì, sono due ruoli diversi. Io sono più abituato a giocare con la porta davanti. Dipende però molto anche dalla partita e dagli avversari, perché oggi spesso il difensore centrale veniva ad accorciarmi e ho faticato un po’, ero forse un po’ lento di pensiero nel primo tempo. Per esempio contro il Bologna avevo iniziato in quella posizione e mi ero trovato bene, con i movimenti giusti e le giocate corrette. Quindi penso che più della posizione conti la partita in sé”. Una risposta matura, da giocatore che sta imparando a leggere se stesso oltre il ruolo.

Ora c’è l’Italia

La parte finale del suo intervento, inevitabilmente, si è spostata sull’azzurro. Pisilli è tra i 28 convocati diramati dalla FIGC per il raduno che porterà l’Italia alla sfida contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì 26 marzo alla New Balance Arena di Bergamo. Qui il centrocampista giallorosso ha mostrato tutto il peso emotivo della chiamata: “Siamo l’Italia. Non dobbiamo avere paura di niente e soprattutto l’Italia merita di giocare il Mondiale. Sono sempre stato abituato a vedere l’Italia ai Mondiali, quindi spero che da quest’estate sarà così e che lo sia sempre anche in futuro”. E ancora: “La Nazionale, ovviamente è un motivo d’orgoglio: quando giochi per rappresentare il tuo Paese è sempre una grande emozione. Speriamo che le cose vadano bene, così saremo tutti felici”. Sulle condizioni di Mancini, invece, ha spiegato: “No, non ci ho ancora parlato, però farò il viaggio con lui, quindi magari glielo chiederò durante il tragitto”. Prima di chiudere con la frase che forse riassume meglio tutto: “Ci andiamo con grande orgoglio e con lo spirito di chi vuole vincere e conquistare qualcosa che manca da troppo tempo.