Non esiste una sola risposta alla domanda “chi è il capitano più importante della storia della Roma?”, ma esistono nomi che tornano sempre. Ad esempio, in una gallery ufficiale pubblicata dal club nel 2018, la Roma ricostruiva la propria linea dei capitani attraverso 27 giocatori, da Attilio Ferraris a Daniele De Rossi. Negli anni successivi, la storia ufficiale del club ha poi consacrato anche Lorenzo Pellegrini come capitano della squadra che ha alzato la Conference League nel 2022.
I nomi che contano di più
Tra i capitani più iconici della storia giallorossa c’è sicuramente Giacomo Losi, simbolo puro di romanismo: 305 partite da capitano, più di chiunque altro nella storia. Subito dietro, per peso storico e memoria collettiva, ci sono Agostino Di Bartolomei, capitano dello Scudetto 1982-83 e della finale di Coppa dei Campioni 1984, e Francesco Totti, che divenne capitano nell’ottobre 1998 e trasformò quella fascia in un’estensione naturale della sua carriera. Anche Daniele De Rossi, con 207 gare da capitano, appartiene senza dubbio a questo gruppo.
Dal Principe a Pellegrini
In mezzo a questi monumenti ci sono anche altri capitani fortemente identitari, come Giuseppe Giannini, il “Principe”, e lo stesso Pellegrini, che la Roma ha definito ufficialmente “club captain” già nel 2021 e che ha poi guidato la squadra nel suo successo europeo più recente. Non tutti hanno lasciato la stessa quantità di trofei, ma alcuni hanno lasciato un segno profondissimo sul modo di intendere la fascia a Trigoria.
La risposta più giusta
Se il criterio è la somma tra leadership, simbolo e storia, i capitani più rappresentativi della Roma restano Losi, Di Bartolomei, Totti, De Rossi e, per l’epoca più recente, Pellegrini. Sono loro che spiegano meglio di tutti una cosa: a Roma, la fascia non si indossa soltanto. Si eredita.