C’è un’immagine, più di altre, che resta dentro Roma-Lecce. Non solo il primo gol in giallorosso di Robinio Vaz, non solo i tre punti che tengono viva la corsa europea. C’è soprattutto il volto della Roma negli ultimi minuti: una squadra che ha finito la partita con Antonio Arena, Robinio Vaz e Lorenzo Venturino contemporaneamente in campo nel reparto offensivo. Vaz era entrato al 51’, Arena al 75’, Venturino all’80’: da lì in poi, Gasperini ha consegnato l’attacco a tre ragazzi nati rispettivamente nel 2009, 2007 e 2006.
Tre teenager
Facendo i conti con l’anagrafe, il dato è ancora più forte: Arena ha 17 anni e 40 giorni, Vaz 19 anni e 33 giorni, Venturino 19 anni e 273 giorni. Tre teenager, tutti insieme, dentro una partita pesante, bloccata, da proteggere e da portare a casa. Non è soltanto una curiosità anagrafica: è un messaggio tecnico e culturale. Perché una squadra che si affida a un trio così giovane nel momento decisivo di un match sta dicendo che quei ragazzi non sono più solo “prospetti”, ma risorse vere.
Il segnale di Gasperini
Dentro questa scelta c’è anche molto di Gasperini. Il tecnico ha cambiato il volto dell’attacco a gara in corso, cercando freschezza, mobilità e più soluzioni negli ultimi metri. È una lettura coerente con il suo calcio: pressione alta, ritmo, coraggio nelle rotazioni offensive e fiducia nei giovani, una caratteristica che ha accompagnato anche il suo lungo ciclo all’Atalanta, spesso raccontato proprio per la capacità di valorizzare talenti e allargare le opzioni del reparto avanzato. Stavolta non è stata teoria: è successo davvero, all’Olimpico, in una partita da vincere a tutti i costi.
Presente e futuro
Il più avanti oggi è probabilmente Vaz, perché il gol-partita gli consegna già un peso specifico diverso. Arena ha ancora il sapore del lampo e dell’irruzione, mentre Venturino sembra il profilo da costruire con più pazienza dentro un contesto adulto. Ma il punto è un altro: per qualche minuto, la Roma ha mostrato il suo domani. E lo ha fatto senza paura. In una stagione piena di pressioni, questo forse è il segnale migliore lasciato dalla serata contro il Lecce.