Roma, crisi senza fine: fuori dall’Europa League tra errori e delusione

L’eliminazione contro il Bologna accende il processo interno: nel mirino Gasperini, ma anche società e mercato. Una stagione che conferma i limiti degli ultimi anni.

Melissa Landolina -
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Atalanta’s head coach Gianpiero Gasperini gestures during the Italian Serie A soccer match Hellas Verona FC vs Atalanta BC at Marcantonio Bentegodi Stadium in Verona, Italy, 8 February 2025. ANSA/EMANUELE PENNACCHIO

La sconfitta contro il Bologna e la conseguente eliminazione agli ottavi di Europa League rappresentano l’ennesima delusione stagionale per la Roma. In un Olimpico carico di passione e sostegno, il risultato finale ha lasciato spazio a rabbia e amarezza, aprendo inevitabilmente un nuovo processo interno.

Nel mirino delle critiche c’è anche Gian Piero Gasperini, chiamato a rispondere di alcune scelte e di una gestione che non ha prodotto i risultati attesi. Tuttavia, ridurre tutto alla figura dell’allenatore sarebbe semplicistico. I problemi della Roma affondano le radici in una progettazione che continua a mostrare crepe evidenti.

Il mercato sotto accusa

Uno dei principali punti critici resta il mercato. Le scelte operate dalla dirigenza, guidata dal direttore sportivo Frederic Massara, non hanno garantito quel salto di qualità necessario per competere ad alti livelli.

Gli investimenti tra estate e inverno avrebbero dovuto rappresentare una svolta, ma il campo ha raccontato una realtà diversa. Troppi giocatori non hanno inciso come previsto, lasciando la squadra priva di alternative credibili nei momenti chiave della stagione.

Una costante che si ripete

Negli ultimi anni, la Roma ha cambiato allenatori, dirigenti e strategie, ma il risultato sembra sempre lo stesso: una squadra incompiuta, incapace di fare il definitivo salto di qualità.

La gestione della proprietà Friedkin continua a oscillare tra ambizioni dichiarate e risultati concreti che faticano ad arrivare. La presenza di figure esperte, come quella di Claudio Ranieri, non è bastata a invertire la rotta.

Il risultato è una squadra che, ancora una volta, si ritrova lontana dagli obiettivi più importanti.

Numeri preoccupanti

A rendere il quadro ancora più pesante ci sono i numeri. La stagione in corso ha riportato la Roma indietro nel tempo, fino a momenti che si pensavano ormai superati.

Per trovare una situazione simile a questo punto dell’annata bisogna tornare alla stagione 2019-2020, uno degli ultimi anni del ciclo precedente. Ancora più indietro, il dato delle sconfitte stagionali richiama addirittura il 2012, uno dei periodi più complicati della storia recente del club.

Un’asticella sempre più bassa

Il vero problema, però, sembra essere un altro: l’abbassamento delle aspettative. La Roma, anno dopo anno, appare sempre meno competitiva rispetto alle rivali dirette, perdendo terreno sia in Italia sia in Europa.

La sensazione è quella di un club che fatica a trovare una direzione chiara, incapace di costruire un progetto solido e duraturo.

Serve una svolta

Con la stagione ormai compromessa sul fronte europeo, resta da capire quale sarà la reazione della squadra e della società nelle prossime settimane.

Il rischio è quello di vivere l’ennesimo finale di stagione senza obiettivi concreti, alimentando ulteriormente la frustrazione di un ambiente che continua a chiedere una svolta.