Non era un cambio qualunque e, forse, non era neanche un rischio da correre fino in fondo. Manu Koné ha lasciato il campo dopo appena venti minuti di Roma-Bologna, costringendo Gasperini a ridisegnare subito il centrocampo con l’ingresso di Pellegrini e l’arretramento di Pisilli accanto a Cristante. Un segnale pesante, soprattutto perché il francese arrivava già da giorni complicati: martedì aveva svolto lavoro specifico a scopo precauzionale, una settimana fa aveva saltato l’andata col Bologna per un fastidio muscolare e alla vigilia lo stesso Gasperini aveva ammesso che, tra gli acciaccati, fosse lui quello messo peggio.
Tempi di recupero
La sensazione, vedendolo uscire toccandosi la parte posteriore della coscia, è che non si tratti di un semplice cambio di gestione. Però, prima degli esami, parlare di tempi certi sarebbe forzato. Le fonti mediche parlano chiaro: un problema lieve ai flessori può risolversi in pochi giorni, mentre una lesione può richiedere settimane o addirittura più tempo nei casi peggiori. Ed è proprio questo che rende il quadro delicato, perché Koné si era già fermato a gennaio per una lesione di secondo grado al bicipite femorale, stop che gli costò circa un mese.