Como-Roma, Open VAR svela gli audio: polemiche sull’espulsione di Wesley

Diffusi i dialoghi tra arbitro e sala VAR sull’episodio chiave della partita. Restano dubbi sulla decisione che ha lasciato la Roma in dieci uomini.

Melissa Landolina -
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Wesley-Diao
Wesley-Diao come Bastoni-Kalulu: il paragone che infiamma i social – Romaforever.it

A distanza di due giorni dalla sfida tra Como e Roma, continua a far discutere l’episodio che ha portato all’espulsione di Wesley, uno dei momenti decisivi della gara. Nel corso della trasmissione “Open VAR” su DAZN, sono stati resi noti i dialoghi tra l’arbitro Davide Massa e la sala VAR, offrendo nuovi elementi per analizzare la decisione.

Il dialogo tra VAR e arbitro

Dai colloqui emersi durante la trasmissione, si evince come la prima verifica effettuata dalla sala VAR sia stata legata a un possibile scambio di identità.

Controlliamo se c’è uno scambio di persona sul fallo”, si sente dire dalla sala VAR. Dopo una breve revisione, però, la decisione viene confermata: secondo gli ufficiali, sarebbe stato proprio Wesley a commettere il fallo.

Il fallo è di Wesley, prende la gamba destra. Confermata l’ammonizione del numero 43”, viene comunicato all’arbitro.

Massa, dal canto suo, si limita a recepire le indicazioni ricevute: “Ti ripeto quello che mi dicono, fallo basso”.

Una decisione che fa discutere

Nonostante la conferma arrivata dalla sala VAR, l’episodio continua a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori. Molti osservatori ritengono infatti che il contatto sia minimo o addirittura inesistente, alimentando le polemiche sulla correttezza della decisione.

L’espulsione di Wesley ha avuto un impatto significativo sull’andamento della partita, costringendo la Roma a giocare per circa mezz’ora in inferiorità numerica in un momento già complicato della gara.

L’analisi tecnica

A commentare l’episodio è stato anche Dino Tommasi, componente della CAN, che ha provato a spiegare la dinamica della decisione arbitrale.

In un primo momento si verifica l’eventuale scambio di identità”, ha spiegato. “Successivamente viene individuato un contatto che porta a confermare la scelta presa dall’arbitro in campo”.

Secondo l’analisi tecnica, la decisione può essere considerata “supportabile” dal punto di vista regolamentare.

Se il fallo viene fischiato, il cartellino giallo diventa automatico perché si tratta di una chiara occasione di sviluppo dell’azione (SPA)”, ha aggiunto.

Il dibattito resta aperto

Nonostante le spiegazioni fornite, il caso resta destinato a far discutere ancora a lungo. L’episodio riaccende infatti il dibattito sull’utilizzo del VAR e sui margini di intervento in situazioni di questo tipo.

Per la Roma si tratta di una decisione che ha pesato sull’esito della partita, alimentando ulteriormente il malumore attorno alla direzione arbitrale.