Arrivato alla Roma il 16 gennaio 2026 in prestito con diritto di riscatto, Donyell Malen ha impiegato pochissimo a prendersi l’attacco giallorosso. Il club ne aveva annunciato l’ingaggio a metà gennaio, ma l’impressione è che in appena poche settimane l’olandese sia riuscito a fare qualcosa di molto più grande di un semplice buon inserimento.
Un impatto da élite
Il dato che sta girando sui social è di quelli che fanno rumore: con 7 gol nelle prime 10 partite in maglia Roma, Malensi è già issato al terzo posto tra i giocatori con più reti nei loro primi dieci match giallorossi, dietro soltanto a Batistuta e al tandem Lukaku-Volk. Al di là della graduatoria storica rilanciata su X, il punto fermo è che il suo rendimento iniziale è stato davvero devastante: in queste ore anche diverse testate romaniste lo stanno sottolineando, parlando apertamente di 7 gol in 10 partite.
Non solo numeri
La cosa più interessante, però, è un’altra. Malen non sta segnando dentro una Roma dominante, fluida e ricca di occasioni. Sta segnando dentro una squadra che, nelle ultime uscite, ha fatto una fatica enorme a produrre gioco e tiri puliti. Questo rende il suo bottino ancora più pesante. Perché non è un bomber che sta cavalcando un sistema perfetto: è uno che, spesso, sta tenendo in piedi da solo il peso offensivo della squadra.
Un segnale per il futuro
E allora questo terzo posto, simbolico ma fortissimo, racconta una verità abbastanza chiara: la Roma ha trovato un attaccante che può lasciare un segno vero. Non basta ancora per cancellare i problemi della squadra, né per coprire i rimpianti delle ultime settimane. Però basta eccome per dire che il nome di Malen non è più una semplice intuizione di mercato. Sta diventando una certezza. E quando uno entra così veloce in una classifica del genere, a Trigoria il messaggio dovrebbe essere già arrivato.