Pellegrini nel club dei 60, ma un dato fa rumore: Dzeko era fuori categoria

Dopo il gol al Bologna, Lorenzo Pellegrini è diventato uno degli ultimi sei romanisti ad arrivare a quota 60 reti. E la mini-classifica dei tempi dice moltissimo

Jacopo Mandò -
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Dzeko
Pellegrini, Dzeko e il club dei 60: la lista di chi l’ha raggiunto – Romaforever.it

I 60 gol con la maglia della Roma non sono una soglia banale. Non lo sono mai, e lo sono ancora meno se li guardi accanto ai nomi che li hanno toccati più di recente. La lista che circola dopo Bologna-Roma mette insieme Lorenzo Pellegrini a 344 partite, Stephan El Shaarawy a 245, Daniele De Rossi a 583, Edin Džeko a 109, Mirko Vučinić a 184 e Vincenzo Montella a 138. Il capitano giallorosso non entra solo in un club prestigioso, ma si piazza in una terra di mezzo che racconta bene che giocatore sia stato per questa squadra. Non un centravanti puro, non un numero nove d’area, ma uno che nel tempo ha lasciato tracce pesanti sotto porta.

Dzeko impressiona, Pellegrini resiste

Il dato che salta più all’occhio, inevitabilmente, è quello di Džeko: 60 gol in 109 partite è un ritmo quasi feroce, da attaccante che per anni ha vissuto di area, volume e continuità. Dietro di lui, però, colpisce anche El Shaarawy, che ci è arrivato in 245 gare, molto prima di Pellegrini e addirittura con un passo più rapido di tanti nomi considerati più “centrali” nella narrazione romanista. Il numero 7, invece, quei 60 li ha costruiti nel tempo, dentro stagioni diverse, ruoli e pressioni diverse. Ed è forse proprio questo il punto: i suoi non sono gol da rapina d’area, ma gol distribuiti dentro una carriera romanista complessa, a tratti contestata, eppure ancora tremendamente produttiva.

L’arrivo di De Rossi

Poi c’è De Rossi, che per arrivare a 60 ha avuto bisogno di 583 partite. E quel numero, in fondo, serve quasi da bussola per leggere meglio anche Pellegrini. Perché dice che non tutti i 60 gol pesano allo stesso modo e non tutti nascono nello stesso modo. De Rossi era un centrocampista totale, spesso basso, spesso sporco, spesso più vicino alla lotta che alla rifinitura. Pellegrini, invece, ha sempre avuto un rapporto più diretto con l’ultimo passaggio e con la porta. Per questo il suo dato va letto con equilibrio: non è da bomber, ma nemmeno da semplice mezzala con qualche inserimento. È il dato di un giocatore che, nonostante tutto, alla Roma ha inciso davvero.

E Dybala?

Sulla carta, il prossimo a poter bussare a quella soglia sarebbe Paulo Dybala. Oggi è a 45 gol in 116 partite con la Roma, quindi il traguardo dei 60 non sarebbe lontanissimo in assoluto. Il problema è che il contesto racconta altro: operazione al ginocchio sinistro, stop stimato di almeno 45 giorni e futuro sempre più incerto, con il rinnovo congelato e il Boca Juniors che resta sullo sfondo delle ultime indiscrezioni. Per questo il vero paradosso è qui: tra i giocatori in rosa, la Joya sarebbe probabilmente quello con più talento naturale per entrare presto in questo club, ma è anche quello che oggi sembra avere meno tempo reale per farlo. E sarebbe un peccato enorme, perché il suo nome, in una classifica del genere, sembrava quasi destinato a starci.