A volte i numeri aiutano, altre volte inquietano. Quello che accompagna oggi la Roma fa entrambe le cose. Dopo l’1-1 del Dall’Ara contro il Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League, il club giallorosso può aggrapparsi a una tendenza recente piuttosto chiara: il pareggio nel primo round di un doppio confronto europeo non è quasi mai stato un ostacolo insormontabile. Anzi. Contro il Porto nel play-off di Europa League 2024/25 finì 1-1 all’andata e poi la squadra passò vincendo 3-2 al ritorno. Stesso copione anche con il Feyenoord nel play-off di Europa League 2023/24, dopo l’1-1 nei Paesi Bassi e la qualificazione arrivata all’Olimpico ai rigori dopo un altro 1-1. Nel 2021/22, invece, la Roma pareggiò 1-1 a Leicester e poi vinse 1-0 il ritorno di semifinale in Conference League.
Quattro su cinque
Il dato, quindi, è forte: quattro qualificazioni su cinque dopo un pareggio nella gara d’andata. E dentro questa mini-serie c’è anche un altro precedente favorevole, forse meno ricordato ma ugualmente utile oggi: nel 2014/15, ai sedicesimi di Europa League, la Roma fece 1-1 sul campo del Feyenoord e poi chiuse il discorso al ritorno vincendo 2-1. In sostanza, quando il primo episodio della sfida resta in equilibrio, la storia recente romanista racconta una squadra che quasi sempre riesce poi a trovare la spallata giusta nel secondo atto.
L’unica macchia
Il problema è che l’unica volta in cui la Roma non ce l’ha fatta, guarda caso, è arrivata proprio contro un’altra italiana. Agli ottavi di Europa League 2014/15, i giallorossi pareggiarono 1-1 l’andata in casa della Fiorentina, proprio come oggi hanno fatto contro il Bologna in trasferta, e poi crollarono in maniera clamorosa all’Olimpico: 0-3 al ritorno, qualificazione sfumata e notte amarissima. È solo una coincidenza, certo. Però è una coincidenza che pesa abbastanza da non poter essere ignorata, soprattutto perché rimette dentro il discorso un’idea molto semplice: i derby europei italiani si giocano su dettagli, nervi e gestione dei momenti molto più che sul semplice valore assoluto delle squadre.
Il segnale per il ritorno
E allora il senso del dato è tutto qui. La Roma può guardarlo con fiducia, perché il suo storico recente dopo un pareggio all’andata è nettamente positivo. Ma non può leggerlo come una garanzia. Perché proprio l’unica crepa di questa statistica porta la firma di un’altra squadra italiana, esattamente come il Bologna di oggi. Il passato, quindi, non dice che i giallorossi passeranno. Dice solo che il copione è favorevole, ma non abbastanza da sentirsi al sicuro. Ed è forse proprio questo il lato più romanista di tutta la storia.