La news va letta bene, senza forzature ma anche senza far finta di niente. Stephan El Shaarawy è legato alla Roma fino al 30 giugno 2026: il prolungamento automatico è scattato a maggio 2025 al raggiungimento della percentuale di presenze prevista, e oggi il suo profilo risulta ancora in rosa con quella scadenza. Però il contratto, da solo, non basta più a garantire centralità tecnica. Ed è proprio qui che nasce il dubbio sul suo futuro.
Spazio sempre più stretto
I numeri della stagione raccontano un ridimensionamento netto in Serie A: fin qui El Shaarawy ha raccolto 13 presenze, 381 minuti, 0 gol e 2 assist. Ancora più significativo il dato recente: nelle ultime due gare di campionato contro Juventuse Genoa è rimasto in panchina senza entrare, nonostante fosse regolarmente a disposizione. Anche nella lista dei convocati per Genoa-Roma, nel reparto offensivo c’erano Malen, Venturino, Vaz, El Shaarawy e Zaragoza: il fatto che sia rimasto fuori dalle rotazioni reali pesa più di qualsiasi voce.
Il paradosso del suo momento
Eppure non si può raccontare la sua stagione come se fosse stata vuota. A fine novembre, in Europa League, è stato decisivo nel 2-1 al Midtjylland, firmando il suo primo gol stagionale. Quella sera, nel post partita, aveva anche lasciato una frase molto chiara sul suo legame col club: “Il rinnovo? Dobbiamo ancora parlare. Restare a vita? Mi piacerebbe”. La volontà di restare non è mai mancata. È il contesto tecnico, semmai, che nel frattempo è cambiato.
La pista che riapre tutto
In questo quadro si inseriscono le indiscrezioni degli ultimi giorni. Il Secolo XIX parla di un’idea Genoa per riportarlo a casa a fine stagione, con Daniele De Rossi descritto come un grande estimatore del giocatore. Al momento non c’è nulla di ufficiale, e questo va detto con chiarezza. Però il fatto che il tema sia tornato d’attualità proprio adesso non è casuale: quando un giocatore esperto, simbolico e ancora legato al club perde spazio in questo modo, il mercato smette di essere semplice rumore.
Il vero nodo
Per la Roma, la questione non è sentimentale ma strategica. El Shaarawy resta un uomo affidabile, riconoscibile, utile nello spogliatoio e ancora capace di incidere a episodi. Ma se la prossima stagione dovesse aprirsi con un ruolo ancora più marginale, allora la separazione diventerebbe una possibilità concreta, non più una suggestione. Oggi, quindi, il suo futuro non è scritto. Però una cosa sì: non è più saldo come qualche mese fa.