Più che il risultato, in questo momento pesa la sensazione. Perché il primo tempo di Genoa-Roma racconta una partita sporca, tesa, non del tutto controllata dalla squadra di Gian Piero Gasperini. I giallorossi hanno iniziato bene, poi però il match si è progressivamente incattivito e complicato, fino a lasciare in dote una notizia già pesantissima in chiave futura: il cartellino giallo a Evan Ndicka, arrivato al 12’, che costringerà il difensore ivoriano a saltare la delicatissima trasferta contro il Como di domenica 15 marzo alle 18:00. E in una corsa Champions così corta, è una mazzata vera.
Il vero guaio è già successo
La svolta, in negativo, arriva prestissimo. Ndicka ferma Ekhator, si prende il giallo e paga subito il prezzo della diffida. Da lì in poi cambia anche la lettura della gara, perché la Roma si ritrova con uno dei suoi difensori più affidabili condizionato dentro la partita e già fuori da quella successiva. È il classico episodio che rischia di spostare il discorso ben oltre Marassi, soprattutto perché il prossimo incrocio con il Como ha già il sapore dello spareggio diretto nella zona alta della classifica. Più che un’ammonizione, un conto salatissimo presentato con un turno di anticipo.
Malen è l’unico che dà davvero fastidio
Se c’è un nome che nel primo tempo ha dato l’impressione di poter rompere l’equilibrio, quello è Donyell Malen. L’olandese ha acceso la partita con una serpentina centrale di altissimo livello, saltando uomini e andando alla conclusione dal limite, con il tiro deviato che si è spento sul fondo. È stata la giocata più pulita e più pericolosa prodotta dalla Roma, in una fase in cui il Genoa aveva già iniziato a sporcare il ritmo e a togliere certezze alla manovra giallorossa. Poi, però, anche lui ha chiuso il tempo con un giallo pesante sul piano della gestione, dopo il contatto con Ostigard, ulteriore segnale di una partita diventata sempre più nervosa.
Venturino c’è, eccome
Dentro un primo tempo senza troppa brillantezza collettiva, una delle note migliori resta comunque Lorenzo Venturino. Proprio nella sua ex casa, il giovane giallorosso ha provato a dare personalità alla manovra con movimenti, strappi e tentativi continui di puntare l’uomo. Non tutto gli riesce, ma la sensazione è che sia uno dei pochi a voler davvero incidere senza nascondersi. E questo, in una serata già emotivamente complicata per lui, non è affatto un dettaglio. La Roma resta viva anche per questo: perché nel grigiore generale, qualcuno continua ad avere il coraggio di giocare.
Il problema, però, resta uno
Lo 0-0 dell’intervallo lascia aperto tutto, ma non lascia tranquillo nessuno. Perché il Genoa non ha ancora creato la grande occasione, però è cresciuto col passare dei minuti, mentre la Roma ha perso il controllo pieno della gara dopo un avvio incoraggiante. E quando succede questo, in uno stadio come il Ferraris, basta pochissimo per trasformare una partita bloccata in una trappola. Per ora il pareggio regge. Ma il primo tempo ha già consegnato un verdetto: il danno più grosso, forse, la Roma lo ha già incassato.