Nel caos di Roma-Juventus (finita 3-3), tra i gol, la rimonta e la beffa al 93’, c’è un vincitore silenzioso in casa giallorossa: Devyne Rensch. Perché mentre tutti guardavano Wesley, Malen e il finale amaro, lui ha giocato una partita da grande difensore e ha coperto buchi che, con certe assenze, potevano diventare voragini.
Numeri veri
I dati raccontano una prestazione totale: 69 tocchi, 25 passaggi riusciti su 32 (78%), 17 su 24 nella metà avversaria, 8 su 8 nella propria, 7 contrasti (2 vinti), 5 intercetti, 9 duelli a terra vinti su 9, zero falli commessi. Pulizia quando serve, cattiveria quando conta, e pochissimi fronzoli.
Ombra utile
Rensch non ha tirato, non ha cercato la giocata da social, ma ha fatto la cosa più difficile: restare lucido mentre la partita impazziva. È il tipo di prestazione che ti sistema le scalate, ti chiude le linee di passaggio e ti fa respirare quando la pressione sale.
Applausi al cambio
Non a caso esce al 74’ lasciando spazio a Ghilardi, nel momento in cui lo staff decide di rinfrescare e proteggere la linea. E in quel cambio l’Olimpico lo ha riconosciuto: non il classico “compitino”, ma una risposta da titolare vero.