Roma-Juve si avvicina. Il big match dell’Olimpico è più di una semplice partita, uno scontro tra due eterni rivali, tra due diversi modi di vivere, in poche parole Roma-Juventus. C’è chi di Roma e Juventus se ne intende forse un pò più degli altri, ovvero il doppio ex della partita Zbigniew Boniek, attuale vicepresidente dell’UEFA.
Boniek, ancora molto attaccato ai colori giallorossi, ha detto la sua sulla partita di domenica e più in generale sul cammino dei giallorossi e di alcuni giocatori, nel corso di una lunga intervista rilasciata in esclusiva per Il Messaggero.
Le dichiarazioni di Zbigniew Boniek
“Chiaramente andrò a vedere la partita, sarò allo stadio come quasi sempre. Questa partita vale tre punti come con la Cremonese, poi è chiaro che si può parlare della storia di questa partita e ha un sapore particolare, sicuramente un po’ diverso dalle altre”.
Per quanto riguarda l’eventuale influenza dell’impegno della Juve in Champions, ha aggiunto: “Non vedo nessun collegamento perché sono giocatori forti e preparati a giocare ogni tre giorni. Non è detto che chi non gioca per una settimana stia meglio fisicamente rispetto a chi gioca ogni tre giorni. Quando vinci non sei mai stanco, il problema è quando perdi. Io sono stato calciatore e giocare il mercoledì e la domenica non mi creava mai problemi”.
Sull’importanza dello scontro diretto in chiave Champions ha poi spiegato: “Decisivo forse no ma sicuramente ha molta importanza. Se dovesse vincere la Roma andrebbe a +7 sulla Juve e chiaramente diventerebbe difficile per la squadra di Spalletti poter recuperare. La partita ha un significato molto importante da questo punto di vista”.
Parlando della corsa scudetto e della lotta per un posto in Champions, ha commentato: “Per me la lotta scudetto è già chiusa. La lotta Champions ovviamente è a quattro con Milan, Napoli, Roma e Juventus. Una di queste non presenterà in Coppa dei Campioni. Potrebbero inserirsi Atalanta e Como ma è più difficile, la Juve se dovesse perdere contro la Roma dovrà stare molto attenta”.
Ripensando ai suoi ricordi da calciatore in questa sfida, ha raccontato: “All’epoca erano due squadre più forti, io mi sono divertito un sacco sia con la Roma che con la Juventus. Chiaramente la Juve è stata anche la squadra più forte al mondo, quando sono arrivato a Roma c’era una squadra forte e ambiziosa che avrebbe potuto vincere molto di più. Ricordo un bellissimo gol di Platini su punizione all’Olimpico, un gol in rovesciata di Pruzzo a Torino. All’epoca non avrei pensato di come raccontare questa partita tra 20-30 anni ma posso dire che era una sfida molto sentita”.
Soffermandosi poi sul rendimento della Roma con Gasperini, ha osservato: “Non mi aspettavo una Roma così efficace e organizzata. La mano di Gasperini si vede soprattutto nell’impostazione tattica: come difende la porta, come si muove, come pressa. La squadra ha fatto dei progressi incredibili e questo è merito dell’allenatore. In fase offensiva conta anche molto l’invenzione e la giocata individuale. Gasperini sa gestire la squadra e lo spogliatoio e sa anche inserire i giocatori, è veramente bravo. Anche Ranieri aveva fatto grandi cose ma Gasperini ha fatto un lavoro completo, sia tattico che mentale”.

A proposito di Malen e del suo possibile ruolo nella Roma del futuro, ha dichiarato: “Io ho amici all’Aston Villa che lo ha dato via senza grandi rimpianti. In Italia invece sta facendo molto bene, è veloce e somiglia un po’ a Gianluca Vialli, anche per la sua fisicità. Riesce sempre a girarsi verso la porta ed è molto bravo. Si è inserito bene, vede la porta e ha buona tecnica e se rimane porterà dei vantaggi alla Roma. Ma attenzione perché anche Dovbyk ha fatto bene alla Roma in passato. L’attaccante ha bisogno di fiducia e di essere servito bene”.

Guardando invece al percorso in Europa League, ha sottolineato: “L’Inter pensava di perdere contro il Bodo? Bisogna vivere partita per partita. È molto difficile fare previsioni, bisogna capire chi troverà al sorteggio, come starà la squadra in quel periodo. Vincere l’Europa League porta visibilità alla squadra, al brand e attira nuovi giocatori, oltre a garantirti un posto in Champions”.
Sul ruolo di Dybala all’interno della squadra, ha risposto: “Non sono problemi miei e non entro in questo argomento. Sicuramente è il miglior giocatore che la Roma ha dal punto di vista tecnico, ma deve essere in forma per poter dare una mano. Dybala è un giocatore straordinario che ha sempre avuto problemi fisici e anche adesso è così. La questione contrattuale deve risolverla la società, non entro in merito”.
Infine, parlando della crescita di Soulé, ha concluso: “Sì, mi ha sorpreso. All’inizio mi sembrava che avesse più difficoltà, invece col tempo ha dimostrato di avere ottima tecnica e buon tiro. Deve ampliare il suo modo di giocare perché molti difensori lo hanno già letto. Lui ama partire laterale per rientrare sul sinistro e calciare a giro. Oltre ai gol deve pensare anche a fare qualche assist in più perché la tecnica non gli manca. Deve crescere ma è un ottimo giocatore e ha fatto enormi progressi”.