La Juventus esce dalla Champions con gli applausi, dopo aver sfiorato un ribaltone clamoroso col Galatasaray (rimonta nei 90’, poi beffa ai supplementari). E proprio da lì riparte Marco Bucciantini, ospite del morning show di Manà Manà Sport Roma con Gabriele Conflitti e Marco Valerio Rossomando: il messaggio per la Roma è chiaro, perché certe squadre non restano mai “inermi” davanti a un bivio.
“Non mi aspetto una Juve stanca”
Bucciantini taglia corto sul tema che spesso accompagna chi gioca in Europa: “Al di là della stanchezza, la Juve con la Roma la partita la tira fuori”. Tradotto: aspettatevi una Juve nervosa, viva, con quella carica da ferita fresca che spesso ti fa correre più della gamba.
E il paradosso è tutto qui: l’eliminazione può pesare, ma può anche trasformarsi in benzina emotiva, soprattutto se l’avversario diretto in campionato si chiama Roma.
Il vero spartiacque è dietro
La chiave, secondo Bucciantini, non è il fiato ma la tenuta della coppia difensiva. Kalulu “uscito male dal campo” e il punto interrogativo Bremer: senza certezze lì, la Juve perde tanto in struttura e in personalità. Bremer, del resto, era già finito sotto osservazione dopo il problema muscolare accusato contro il Galatasaray all’andata.
Per la Roma cambia tutto: se la Juve arriva all’Olimpico con difesa rimaneggiata, aumentano spazi e scelte; se invece recupera i suoi cardini, la partita torna a essere una questione di dettagli e gestione dei momenti.
Il contesto Serie A: Atalanta, Napoli, la corsa Champions
Nel ragionamento di Bucciantini c’è anche la fotografia del campionato: Atalanta ormai “di livello europeo”, Napoli superiore “se recupera” i suoi uomini, e Palladino “predestinato” dentro un progetto Percassi pensato per durare. Un quadro che, per la Roma, significa una cosa sola: con la Juve non puoi sperare in regali. Devi guadagnarti ogni metro.