Ci sono statistiche che non sono numeri: sono fotogrammi. Opta ne ha tirato fuori uno che, per un romanista, suona come un tuffo nel 10 aprile 2018. L’Atalanta è diventata la 3ª italiana capace di superare un turno di Champions dopo aver perso l’andata con almeno due gol di scarto nella fase a eliminazione diretta: prima di lei, soltanto Roma-Barcellona 2017/18 e Juventus-Atletico 2018/19.
Il dato Opta e la notte di Bergamo
Il “click” di questa storia è datato 25 febbraio 2026: Atalanta sotto 0-2 dopo l’andata, ritorno alla New Balance Arena e ribaltone 4-1 sul Borussia Dortmund, con rigore all’ultimo minuto per la qualificazione. Un’impresa impattante, perché non è solo una rimonta: è una partita che cambia pelle più volte, e la vince chi resta in piedi fino all’ultimo respiro.
Perché Roma-Barça resta “più grande” (e non è una gara)
Eppure, per peso emotivo e storico, Roma-Barcellona è un’altra categoria. Perché non era un “semplice” -2, ma un -3 (4-1 al Camp Nou) e perché quel 3-0 del 10 aprile 2018 aprì una porta che sembrava murata: la Roma tornò in semifinale di Champions dopo decenni, facendo esplodere l’Olimpico in un’idea collettiva – che l’impossibile, a volte, è solo una questione di contesto.
La cosa più bella di questo “aggancio”
Il punto non è difendere un primato, ma riconoscere un’eredità: quando un’italiana ribalta un’andata persa male, tutta la Serie A si prende un pezzo di credibilità. La Dea “raggiunge” la Roma nel dato Opta, ma la Roma – quella notte – resta la misura emotiva con cui, ancora oggi, giudichiamo le rimonte europee.