Il bosco di Pietralata torna al centro della partita stadio. Dopo le preoccupazioni rilanciate dai Comitati No Stadio, il Comune di Roma (Assessorati a Urbanistica e Ambiente) ha diffuso una nota per chiarire che, sul fronte tutela, non ci sono novità: l’area interessata non avrebbe una protezione assoluta e sarebbe stata certificata come area ambientale degradata, con essenze di scarso valore.
Cosa dice davvero la nota
Il punto tecnico è legato alla normativa forestale: la trasformazione è possibile a patto di prevedere compensazioni. Il Comune annuncia un progetto “in arrivo a breve” che punta a creare un’area boschiva equivalente per estensione e qualità, con un intervento complessivo che riguarderebbe circa 6 ettari all’interno del Parco centrale dello Stadio, aumentando quantità e qualità del verde e migliorando sicurezza e fruibilità di una zona oggi segnata anche da abbandono di rifiuti.
Perché lo scontro sul “bosco” non è solo semantica
Qui il tema, per residenti e tifosi, non è lo slogan “più alberi” ma come: quali essenze, dove, in che tempi e soprattutto con quale manutenzione. Anche perché, nei mesi scorsi, la relazione agronomica acquisita dal Comune descriveva l’area come frutto di pressione antropica e di “scarso valore” naturalistico, con una porzione limitata classificabile come boscata.
Stadio Roma, cosa aspettarsi adesso?
Il prossimo passaggio chiave sarà la presentazione del progetto di compensazione: lì si vedrà se le promesse diventano numeri leggibili (mappa, specie, cronoprogramma) e se davvero lo stadio può diventare anche l’occasione per riqualificare un quadrante che oggi, fuori dai rendering, resta “terra di nessuno”.