Nel pre partita di Roma-Cremonese, Mile Svilar ha toccato due tasti che definiscono la Roma di oggi: la solidità dietro e l’ambizione davanti. E lo ha fatto senza giri di parole.
“Tutto inizia da una difesa solida”
Alla domanda sulla Roma miglior difesa del campionato e su quanto conti tenersi stretto quel traguardo, Svilar non ha avuto dubbi:
“Penso che sia importantissimo anche per la classifica, perché penso che tutto inizi da una difesa solida e quello lo siamo“
È una frase semplice, ma pesante: perché sposta il discorso dal dato statistico alla conseguenza pratica. Non è orgoglio, è metodo. La Roma – per come la racconta il suo portiere – si sente forte perché sa reggere, sa stare dentro la partita anche quando non la domina. E quando punti in alto, spesso, è la differenza tra una serata “storta” e una serata “salvata”.
La parola che non si sussurra più: Champions
Poi arriva l’altro passaggio, quello che infiamma l’Olimpico ancora prima del fischio: l’obiettivo. Il mister lo ha detto chiaramente, Svilar lo conferma e lo rende ancora più diretto:
“Ci sta trasmettendo la fame dall’inizio della stagione per raggiungere certi obiettivi e il più grande obiettivo nostro è raggiungere la Champions per l’anno prossimo e questo stiamo provando a fare in ogni partita“
Qui non c’è solo la “fame” collettiva. C’è anche una frase personale, sottotraccia: “a me manca giocarla”. È un dettaglio umano che racconta una cosa: non è soltanto un target di classifica, è un desiderio reale, da spogliatoio. Ed è così che i traguardi diventano credibili.
Il sottotesto: la Roma ora vuole vincere “da grande”
Se la difesa è la base, la Champions è la meta. Svilar mette insieme i due estremi e ti disegna la linea: costruire dietro per arrivare davanti. E in una serata come questa, con la classifica che si muove e la pressione che sale, il messaggio è quasi un patto con i tifosi: non promettiamo magia, promettiamo fame. E solidità.