La Roma la chiude nel modo più “sporco” e più efficace possibile: calcio d’angolo, primo palo, dettaglio che diventa gol. Ed è un raddoppio che sa di liberazione, perché arriva quando serviva mettere in sicurezza una partita rimasta a lungo in equilibrio.
L’azione del gol
Ancora una volta tutto nasce da corner: Cristante è ancora impattante sul primo palo, ma stavolta non è una torsione da centravanti. È una giocata di intelligenza pura: di tacco prolunga la traiettoria e manda fuori tempo la difesa. Sul secondo movimento arriva Ndicka, che col destro di prima la spinge in porta. Audero ci arriva con un tocco, ma non basta: la palla supera la linea e la Roma può finalmente respirare.
Il senso del 2-0: non è solo “tranquillità”
Questo gol è una conferma e un messaggio insieme:
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la Roma ha trovato nei piazzati una via “seria” per decidere le partite
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Cristante non è soltanto il marcatore della serata, ma anche il regista occulto dell’area
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Ndicka si prende un gol pesante, di quelli che cambiano il finale
Ora la partita cambia faccia: con due reti di vantaggio, la Roma può gestire con più lucidità, ma senza smettere di essere intensa. Perché il modo migliore per amministrare è continuare a comandare.